Autore Topic: Wenger dà l'addio all'Arsenal  (Letto 497 volte)

Offline steferrari

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Wenger dà l'addio all'Arsenal
« il: 20 Aprile 2018, 14:17:11 »
Arsenal, Wenger abdica a fine stagione: l'annuncio sul sito del club
L'annuncio del manager sul sito ufficiale del club: "È il momento giusto...". Noi ne ripercorriamo la sua storia


Arsene Wenger, 68 anni.

E alla fine, dopo quasi 22 anni e 1228 partite – 704 vittorie, 279 pareggi e 245 sconfitte, 57,3% di successi -alla guida dell’Arsenal, Arsene Wenger lascia i Gunners. L’annuncio è arrivato attraverso il sito del club 24 ore dopo una conferenza stampa – vigilia del match con il West Ham – che, a riascoltarla, ha il valore di una dichiarazione d’addio. Wenger ha cambiato la storia dell’Arsenal e ha contribuito in modo determinante a rinnovare lo stile di gioco del calcio inglese. È stato un precursore dell’estetica spagnola. Ed è stato, almeno nel primo decennio, un vincente: memorabile il duello con il Manchester United di Ferguson, anche se la vera faida è quella vissuta con José Mourinho.

WENGER CHI? — Wenger fu arruolato dai Gunners il 22 settembre 1996, dopo una lunga trattativa per strapparlo al club giapponese Nagoya Grampus. I Gunners avevano pensato in un primo momento a Cruijff, ma la scelta ricadde su questo allenatore giovane, francese e ambizioso, classe 1949. L’Arsenal aveva la fama di squadra portatrice di un football noioso, benché imprevedibile e un po’ matto. Wenger si presentò così: “Ho sempre amato il fascino del calcio francese e sono convinto che con l’Arsenal si possa avviare un ciclo interessante”. Molti addetti ai lavori non avevano idea di chi fosse Wenger, con un passato da giocatore trascurabile e l’esperienza più importante in panchina alla guida del Monaco. Qualcuno disse: "Wenger who?". Wenger chi? Si sarebbe presto ricreduto.

IL PRIMO DECENNIO — L’esordio sul campo avvenne il 12 ottobre: l’Arsenal superò 2-0 il Blackburn. La prima stagione fu un avvio di progetto: terzo posto in campionato. In quella successiva, Wenger trionfò in Premier e FA Cup, primo manager straniero a centrare il Double. Iniziava un ciclo d’oro che avrebbe portato i Gunners a vincere, nei primi nove anni di lavoro del francese, ben 11 titoli: 3 Premier (1997-98, 2001-2002 e 2003-2004), 4 Fa Cup (1997-98, 2001-2002, 2002-2003, 2004-2005) e 4 Community Shield (1998, 1999, 2002, 2004). Un’epoca leggendaria, chiusa simbolicamente con la sconfitta dell’Arsenal nella finale di Champions League con il Barcellona, il 17 maggio 2006, con i Gunners in dieci dal 17’ per l’espulsione del portiere Lehmann e capaci di restare in vantaggio 1-0 fino al 76’ grazie alla rete di Sol Campbell al 36’.

STAR — In quel decennio d’oro, non ci furono solo trofei, ma anche un calcio di eccellente qualità. L’Arsenal di Wenger fu consacrato come simbolo di bellezza. Il modulo oscillò dal 4-4-2 al 4-3-3, ma, oltre gli schemi, ci furono interpreti eccezionali. Due nomi su tutti: Thierry Henry e Patrick Vieira. Ma poi, tanto per fare nomi, Sol Campbell, Dennis Bergkamp, Robert Pires. Importanti anche l’impulso all’accademia e l’opera di reclutamento degli scout sparsi tra Europa e Africa, con alcune ombre per ingaggi troppo precoci e razzie di altri settori giovanili. Wenger impose anche nuovi criteri di allenamento: giocatori suddivisi in gruppi e affidati al suo staff, con la sua supervisione sul campo. Le sedute di lavoro durano anche oggi in media 90 minuti.

SECONDO ATTO — Dal 2005, la parabola di Wenger è cambiata. I successi sono diminuiti in modo drastico, complice l’ascesa di nuovi club: prima il Chelsea di Mourinho con il quale Wenger ha avuto scontri leggendari, sfiorando persino la rissa in un match giocato allo Stamford Bridge nell’ottobre 2014, poi la crescita dirompente del Manchester City e, negli ultimi due anni, la concorrenza del nemico storico dei Gunners, il Tottenham. Dal 2005 l’Arsenal non ha più vinto la Premier, conquistando 3 FA Cup (2013-2014, 2014-2015 e 2016-2017) e 2 Community (2015 e 2017). La squadra è sfiorita e il ridimensionamento ha provocato critiche sfociate poi in un vero partito, quello del “Wenger Out”. Da tempo s’invocava il cambiamento.

GRATITUDINE — La gratitudine nei suoi confronti, per i trofei, per il gioco e per gli incassi che hanno permesso di ammortizzare in tempo record la realizzazione dell’Emirates, ha consentito a Wenger di restare al comando fino ad oggi. Il cambiamento stavolta era però nell’aria e precede di sei giorni la semifinale di andata di Europa League con l’Atletico Madrid. Conquistare il trofeo, si diceva, avrebbe potuto permettere a Wenger di allungare i tempi del suo regno: se l’Arsenal dovesse vincere l’Europa League sarà invece il trofeo dell’addio.

LE PAROLE — "Sono grato per aver avuto il privilegio di guidare il club in tutti questi anni – le parole di Wenger attraverso il sito -. Ho lavorato con impegno totale e integrità". Lo statunitense Stan Kroenke, azionista di maggioranza, scrive:"“E’ uno dei momenti più difficili nella mia attività di imprenditore sportivo. Wenger ha rappresentato molto di più di un allenatore per la storia di questo club". Parole sacrosante.

SUCCESSORI — Il favorito per i bookmakers inglesi è Brendan Rodgers, nordirlandese attuale manager del Celtic. Gli altri nomi in pista sono il c.t. della Germania Löw, Patrick Vieira e Carlo Ancelotti, ma la scelta potrebbe ricadere su Nagelsmann, giovanissimo tecnico dell'Hoffenheim. L'annuncio dell'addio di Wenger ha colto di sorpresa tutto l'ambiente: anche i giocatori che ne erano all'oscuro.

Dal nostro corrispondente Stefano Boldrini

Gazzetta.it

Offline franco causio68

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Re:Wenger dà l'addio all'Arsenal
« Risposta #1 il: 20 Aprile 2018, 15:06:25 »
doveva lasciare  dieci anni prima
è stato un buon allenatore, quando ha avuto  la squadra di campioni
tahiticora-Jaime Koeppe-Elizabeth Marxs

Offline J|Tuono

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Re:Wenger dà l'addio all'Arsenal
« Risposta #2 il: 20 Aprile 2018, 15:11:28 »
Ottimo maestro di calcio, pessimo allenatore.
Antonio Conte uomo di merda

Offline Sempre e solo Juve

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Re:Wenger dà l'addio all'Arsenal
« Risposta #3 il: 20 Aprile 2018, 15:18:27 »
EPIC FAIL
Le telefonate tra Giacinto Facchetti e alcuni arbitri "costituiscono elemento importante per qualificare una sorta di intervento di lobbing da parte dell'allora presidente dell'inter nei confronti della classe arbitrale" e sono "significative di rapporto di tipo amicale e preferenziale", con "vette non propriamente commendevoli".

SENZA FACCHETTI=NIENTE SCUDETTI!