Campionato Italiano - Serie A
domenica 11.05.08, ore 15.00
Juventus
Catania
   
 

Gaetano Scirea

(Cernusco sul Naviglio, MI, 25 maggio 1953 - Skiernewice, Polonia, 3 settembre 1989)

Scrivere un articolo su Gaetano per me, juventino fino al midollo, è un onore perché di onore si parla quando un campione di vera classe sopraffina si sposa ad un'umanità, ad una correttezza che fanno la differenza tra un campione sportivo ed un fuoriclasse a 360 gradi.
Gaetano (cosi ci piace ricordarlo, come si fa con i vecchi amici) è stato per anni la prova vivente che lo stile Juve, non solo esisteva, ma si incarnava in un volto, in un’anima che trasmetteva a tutti noi un esempio di come doveva essere un grande campione: duro ma mai cattivo, leader ma mai chiacchierone, capitano ma mai capo, gentile ma mai domo.
Ripercorrendo (cosa che vogliamo fare qui) la sua straordinaria carriera, ci vengono in mente tanti ricordi, tante tracce della sua inconfondibile leggerezza dell’essere che tanto di moda ritornerebbero oggi in un mondo, quello del calcio e della juventinità, che e’ stato letteralmente rivoltato in questa estate in procura: chissa’ Gaetano come avrebbe vissuto quest’odissea, chissa’ come avrebbe reagito davanti a quelle persone che hanno dimostrato quanto poco amore provano verso questa maglia, la maglia che Gaetano ha sempre difeso ed onorato con orgoglio e coraggio, andando a trovare la morte proprio mentre svolgeva il suo lavoro di vice allenatore della sua amata Juve.
Fu, insieme a Franz Beckenbauer, probabilmente il miglior interprete del ruolo di libero. Antesignano del difensore moderno, era dotato di visione di gioco e capacità di dettare i tempi del reparto arretrato, non disgiunte anche da una non indifferente capacità di trovare la via della rete (27 goal tra campionato e nazionale, cifra notevole per un difensore). A queste doti tecniche si univa anche un fair play fuori del comune, considerando che in tutta la sua carriera professionistica non subì mai neppure un’espulsione.
Proveniente dalle giovanili dell’Atalanta, esordì in serie A nel 1972 con il club bergamasco (24 settembre, Cagliari - Atalanta 0-0). Inizialmente difensore laterale, sotto la guida del tecnico Giulio Corsini conobbe un’evoluzione tattica come libero, che poi ebbe modo di affinare nel successivo campionato a Bergamo in serie B. Grazie al canale privilegiato allora esistente tra Atalanta e Juventus, la società torinese, che già lo teneva sotto osservazione dall’esordio nella massima serie, lo acquistò dal presidente Bortolotti nell’estate del 1974.
La Juventus cercava un degno rimpiazzo al libero Sandro Salvadore e il giovane Gaetano Scirea sembrò far subito al suo caso: inserito in una difesa di sicuro valore composta da Cuccureddu, Gentile, Spinosi e Francesco Morini, il ventunenne libero si ambientò subito e giocò 28 delle 30 partite della stagione 1974/75, divenendo titolare a pieno titolo e vincendo il suo primo campionato, nonché il sedicesimo per la Juventus.
Fu protagonista nel 1977 dell’accoppiata scudetto - Coppa UEFA, il primo vinto a 51 punti (record per campionato a 16 squadre e 2 punti a vittoria) dopo un testa-a-testa durato per tutto il torneo contro i rivali del Torino che finirono a un solo punto di distanza, la seconda conquistata in una doppia finale durissima contro gli Spagnoli dell’Athletic Bilbao. Fu la prima competizione europea vinta dalla Juventus, e la prima di una lunga serie, sempre con Scirea al centro della difesa.
Nel 1982 Scirea contribuì a vincere lo scudetto numero 20, quello che diede il diritto alla Juventus di fregiarsi della seconda stella sulle maglie. La Coppa Italia vinta nel 1982/83 diede alla Juventus la facoltà di giocare la Coppa delle Coppe successiva, che i bianconeri vinsero contro il Porto per 2-1 nella finale di Basilea del 16 maggio 1984. Fu quella la seconda accoppiata per la Juventus e per Scirea, che vinse anche il campionato 1983/84, il quinto per lui e il ventunesimo per la società. Con il ritiro di Furino, Scirea divenne ufficialmente, dalla stagione successiva, il capitano della Juventus, ruolo che aveva ricoperto già nella passata stagione per via del sempre più rado utilizzo del suo più anziano compagno di squadra. Il 1985 fu l’anno della Coppa dei Campioni, che la Juventus vinse nella tragica finale di Bruxelles allo Stadio Heysel contro gli Inglesi del Liverpool già battuti nel febbraio precedente nella Supercoppa del 1984 (chissa’ cosa avrai detto negli spogliatoi quella sera maledetta). A fine anno la Juventus avrebbe vinto a Tokyo, contro i campioni sudamericani dell’Argentinos Juniors, anche la Coppa Intercontinentale 1985, che fu proprio Scirea a sollevare come capitano.
Gaetano Scirea si ritirò dal calcio giocato a 35 anni, alla fine della stagione 1987/88, dopo 377 partite di campionato e 552 totali con la maglia della Juventus. Con la maglia bianconera vinse in totale 7 campionati nazionali, 2 Coppe Italia, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa d’Europa e 1 Coppa Intercontinentale, risultando così essere tra i pochi calciatori italiani ad avere vinto tutte le competizioni calcistiche ufficiali per club, e contribuendo a far raggiungere alla Juventus il traguardo di essere la prima squadra a vincere tutte le competizioni organizzate dall’UEFA. A tale palmarès si aggiunga anche il titolo di campione del mondo vinto con la Nazionale nel 1982.
In Nazionale Scirea entrò molto presto, scelto da Bernardini per trovare un degno successore a Facchetti, anch’egli nato difensore di fascia e trasformatosi in libero. L’esordio avvenne il 30 dicembre 1974 contro la Grecia, sconfitta per 3-2. In breve, Scirea, insieme ai suoi compagni di reparto della Juventus, sarebbe divenuto titolare fisso della Nazionale e avrebbe preso parte al campionato del mondo 1978 in Argentina, dove l’Italia si sarebbe classificata quarta, al campionato del mondo 1982 in Spagna, vinto dopo avere battuto in sequenza Argentina, Brasile, Polonia e Germania Ovest, e infine al campionato del mondo 1986 in Messico, che segnò anche la fine della sua carriera azzurra, coincidente con l’eliminazione dal mondiale agli ottavi di finale (17 giugno 1986, Francia - Italia 2-0). Prese anche parte al campionato d’Europa del 1980 che si svolse proprio in Italia, classificandosi quarto. In Nazionale Scirea totalizzò 78 presenze con 2 goal.
Dopo il ritiro, a Scirea venne offerto l’incarico di allenatore in seconda della Juventus, come collaboratore di Dino Zoff. Scirea accettò, prendendosi l’incarico di osservatore per conto del tecnico friulano e suo ex-compagno sul campo nella Juventus e in Nazionale. Il suo scrupolo gli fu fatale: incaricato da Zoff di osservare un incontro di campionato del prossimo avversario dei bianconeri nel primo turno della Coppa UEFA 1989/90 (poi vinta come se qualcuno ci guido’ dall’alto), la relativamente facile squadra polacca del Górnik Zabrze. Scirea partì da Cracovia il 3 settembre 1989 accompagnato da un autista locale che, vista la crisi e la situazione politica ancora instabile di quel periodo in Polonia, pensò bene di portare per scorta nel bagagliaio un paio di taniche piene di benzina. Durante il tragitto la vettura ebbe un incidente: fu tamponata violentemente e la benzina prese fuoco, uccidendo nel rogo sia Scirea che il suo autista. Siccome l’incidente avvenne di domenica, la notizia della morte di Gaetano Scirea arrivò in Italia quella sera stessa durante la messa in onda della Domenica Sportiva, suscitando lo sgomento degli ospiti in studio e, soprattutto, del suo ex compagno di squadra Tardelli, presente quella sera in trasmissione.
Negli anni successivi vari tornei giovanili e premi fair play sarebbero stati intitolati a Scirea, a ricordo del suo stile e della sua correttezza in campo e fuori. I tifosi della Juventus, a seguito del trasferimento della squadra allo Stadio delle Alpi di Torino, battezzarono in suo onore il settore sud dello stadio Curva Scirea.

Ciao Gaetano, tu sei sempre con noi.

autore: The Ghost (moderatore del forum)

 

 
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