Autore Topic: Basket italiano  (Letto 40340 volte)

Offline Blackmamba

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« Risposta #30 il: 10 Ottobre 2008, 17:38:29 »
si parteeeeeeeee

tre gare su sky
alle 12 pesaro-milano
18,45 roma-caserta
21 cantù-siena
possono revocare gli scudetti...non le emozioni  Ju29ro

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« Risposta #31 il: 12 Ottobre 2008, 23:18:12 »
Milano va, Roma fatica
Siena demolisce Cantù
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Vincono Milano a Pesaro, Roma all'overtime su Caserta e le due bolognesi (Fortitudo a Udine e Virtus con Biella). La Benetton supera l'Air in volata, centri casalinghi per Teramo e Rieti. Nel posticipo serale i campioni d'Italia rifilano 35 punti di scarto alla Ngc
Siena strapazza Cantù nel posticipo. Ciam/Cast
Siena strapazza Cantù nel posticipo. Ciam/Cast
MILANO, 12 ottobre 2008 - Tutte domenicali le partite della prima giornata di campionato. Nell'anticipo delle 12 a segno Milano; nel pomeriggio vittorie per Treviso, le bolognesi, Teramo, Rieti e Roma al supplementare. Nel posticipo serale Siena passeggia su Cantù.
Scavolini-Pesaro-Armani Jeans Milano 62-67
dal nostro inviato Luca Chiabotti
Milano festeggia la prima partita da proprietario di Giorgio Armani battendo la Scavolini a Pesaro e mostrando un gigantesco David Hawkins (28 punti con 6 palle recuperate e 10/10 al tiro prima di sbagliare il primo, al 37’). Hawkins porta decisamente dalla sua parte, nell’ultimo quarto, il duello contro Michael Hicks. Pesaro perde troppe palle, 25 alla fine, di cui 6 del playmake Stanic e 5 del panamense. Luca Vitali, dopo una partita orribile, con la sola attenuante dell’infortunio del mese scorso, realizza l’unico canestro, quello decisivo, a 59" dalla fine: è la tripla del 62-66 che condanna Pesaro. Chiude con 1/8 al tiro come Hall, Thomas fa peggio (0/8), Mordente quasi (0/4). Nell’Armani va bene Bulleri (8 punti, 5 rimbalzi, 3 recuperi) e alla fine si vede anche Sow (5 perse però).
Per Pesaro il migliore è il nigeriano Akindele (16 punti, 8 rimbalzi, 5 recuperi, 4 stoppate) mentre Hurd e Curry spariscono nell’ultimo quarto. Pesaro paga l’impalpabilità dei registi, Stanic e Van Rossom, 3 punti, 9 perse in due alla fine. Casey Shaw segna il primo canestro della stagione 2008-09, poi Pesaro si addormenta, Bulleri e Hawkins guidano il 10-0 di Milano in poco più di 2’. Michael Hicks fa tutto il necessario per riportare i marchigiani in vantaggio: quando succede (15-13), ha già segnato 8 punti e messo in partita i 216 centimetri di Akindele. È proprio il pivot nigeriano il fattore decisivo del primo allungo pesarese: nell’area Scavolini non si entra, chi ci prova (Rocca) viene sistematicamente stoppato.
Milano si ferma quando Bullo e Hawkins escono, si mette a sparare solo da tre con percentuali disastrose (1/10 nel primo tempo). Segna solo 2 punti in 10’, realizza il primo canestro del secondo quarto quasi dopo 6’, quando è entrato in partita anche Curry e Pesaro allunga (23-15). Ma non capitalizza una superiorità evidente. Bucchi mette l’Armani nelle mani del francese Sangarè che l’ha guidata per buona parte del precampionato in attesa degli azzurri e il risultato è immediato: l’Armani torna a -3. Akindele, nei 12’ in campo nel primo tempo (30-27 al riposo), colleziona 8 punti, 6 rimbalzi, 2 stoppate ma l’impressione è che la Scavolini abbia buttato via una grande occasione per prendere in mano la partita. Rocca approfitta della marcatura di Shaw per pareggiare (32-32).
Poi la gara diventa il catalogo dei giocatori di maggior talento. Prima il duello Hicks-Hawkins, poi la prepotente crescita di Curry e Hurd. Pesaro riprova l’allungo (47-42), ma viene travolta dalle sue palle perse prima ancora che dallo show di Hawkins. L’ex stella di Roma segna 9 punti nei primi 6’ dell’ultimo quarto, arriva a 10/10 al tiro quando riporta avanti l’Armani (55-58). Akindele è un fattore (62-63 a 1’19" dalla fine), ma Vitali redime la sua partita scialba col primo canestro decisivo del nuovo campionato.
Pesaro: Akindele 16, Hicks 16, Hurd 12
Milano: Hawkins 28, Bulleri 8, Rocca 7, Sow 7
Benetton Treviso-Air Avellino 71-68
di Alberto Mariutto
Erano tre anni che la Benetton non vinceva la prima gara di campionato: ci riesce contro Avellino, ipotecando i due punti con un primo quarto quasi perfetto e poi rischiando di buttare via tutto in un finale adrenalinico. La magia di Mahmuti è partire con Roberto Rullo in cabina di regia, invece di affidarsi al neo-acquisto Dixon (sostituito di Wood). Il 18enne trevigiano non si impaurisce di fronte a Travis Best e fa girare la squadra a meraviglia: i primi dieci minuti della Benetton sono addirittura esagerati, riesce praticamente tutto. L’Air è sotto choc: segna 5 punti all’avvio e poi non vede il canestro per il resto del quarto (che finisce 28-5). Diener si schianta ripetutamente contro la difesa di Neal, che dall’altre parte del campo non sbaglia nulla (12 punti dopo 10’). Avellino si risolleva nel secondo quarto: Wallace e Renzi non si intendono nei cambi difensivi e Tusek colpisce indisturbato. La situazione è capovolta: segnano gli irpini, i veneti forzano ogni conclusione. Il parziale del quarto è eloquente: 20-8 per i lupi, gara quasi riaperta (36-25). L’Air però non conclude la rimonta e la benzina sembra finita: Best sragiona e Markovski è costretto a cambiarlo con Porta. Sembra una resa anticipata, e infatti l’allungo della Benetton non tarda: 49-32 al 27’, con Dixon che dialoga con Nicevic con sbalorditiva naturalezza. Ma non è finita: Tusek e Warren ci riprovano ancora, riportando l’Air a -8 (64-53) a 4’ dalla sirena. Treviso va in confusione e Avellino arriva a –2 con un libero di Best. Ma Dixon rovina il sogno, facendo il primo miracolo della sua ancora brevissima carriera italiana.
Treviso: Neal 20, Nicevic 16, Rancik 16
Avellino: Tusek 20, Warren 15, Best 12
La Fortezza Bologna-Angelico Biella 83-72
di Gianluca Orefice
Tocca a Ford (mvp) segnare il primi canestro ufficiale di quella che dovrà essere la stagione Virtus della riabilitazione, verso i tifosi, della squadra bolognese dopo i disastri della scorsa annata. Al debutto c’è la vittoria spettacolare sull’Angelicoa, che proprio un anno fa, di questi tempi, gli faceva lo sgambetto all’ex Palamalaguti. Nel primo quarto due triple di Righetti rompono l’equilibrio (16-7 al 6’) che non tornerà più, coi piemontesi che rimangono in scia solo grazie ai nuovi Plaisted e Gist. Per la Virtus intensità, chili, concentrazione e qualità (tanta) soprattutto sotto le plance, dove Ford, oltre ai punti e rimbalzi, nel secondo quarto si esibisce in tre stoppate perentorie. Biella invece ritrova i punti di Gaines (tre triple nei secondi 10’) che permettono all’Angelico di ridurre i danni all’intervallo (49-36). Boykins show nel terzo periodo, con 9 punti, e quando Chiacig segna in transizione (27’14”) la partita è in cassaforte (66-47, +19) per Bologna. Nell’ultimo periodo il carattere degli ospiti (soprattutto dell’ex Garri) porta Biella sul -10 in più circostanze, ma non basta contro questa Virtus della rinascita.
Bologna: Ford 18, Boykins 14, Arnold 13
Biella: Gaines 18, Smith 15, Gist 14
Snaidero Udine-Fortitudo Bologna 72-90
di Marco Ballico
Sull'asse Forte-Slokar-Mancinelli la Fortitudo sbanca senza affanni il Carnera. La partenza è di Bologna che vede subito Forte in una serata scintillante: 2-7 al pronti via, ma Udine ricuce e pareggia a quota 10. La seconda scoperta per la Fortitudo è Slokar (un ex), che domina sotto i tabelloni e contribuisce a far dimenticare le assenze pesanti di Woods e Huertas. Ci penserà anche Mancinelli. Tira benissimo la squadra di Sakota, arriva all'intervallo con il 62% dal campo (la Snaidero è al 44%), con Forte a 17 punti (5/7 da tre) e 6 unti di vantaggio. Un vantaggio che, dopo la pausa, si dilata. Udine si era aggrappata ai canestri da fuori di D'Ercole, a qualche rara giocata di orres, alla concretezza di Ortner, ma nel terzo quarto non basta più. Forte fissa il 50-60 al 26', Anderson accorcia (55-60) ma è l'ultimo sussulto della gara. Non mancano, a chiudere tutto, 10 punti consecutivi di un super Mancinelli.
Udine: Anderson 20, D'Ercole 15, Ortner 10
Bologna: Forte 33, Mancinelli 22, Slokar 10
Solsonica Rieti-Premiata Montegranaro 77-69
di Antonio Pitoni
Quando Vangelis Sklavos piazza il break di 6-0 in apertura di ultimo quarto, per Montegranaro la partita prende una brutta piega. Non bastano Brandon Hunter e Kiwane Garris per abbattere il muro di una difesa, quella disegnata da Lino Lardo, capace di reggere i tentativi di rimonta della Premiata per tutta la partita. Al PalaSojourner la Solsonica festeggia in campo e sugli spalti la prima vittoria in serie A contro la sua rivale storica dopo il doppio dispiacere regalato dalla truppa di coach Finelli l'anno scorso in regular season ai tifosi reatini. Ma è una vittoria importante soprattutto sul piano psicologico, perché cancella subito dalla classifica quel -2 che, un risultato diverso, avrebbe potuto rendere ben più problematico per la Sebastiani. Le indicazioni del precampionato sono state rispettate. Sklavos (10 rimbalzi e 9 falli subiti) è una garanzia. Campbell la variabile che può fare la differenza da ogni parte del campo. Gigena il fulcro intorno al quale ruota tutta la difesa. I punti di Minard, invece, arrivano troppo tardi, i 10 di Taylor sono solo un lampo nella notte.
Rieti: Sklavos 19, Campbell 16, Gigena 15
Montegranaro: Hunter 23, Garris 18, Minard 15
Tercas Teramo-Carife Ferrara 84-68
di Malì Pomilio
Vince per la prima volta in sei anni la Banca Tercas Teramo alla prima di campionato e lo fa con autorevolezza contro la Carife. Sin dal primo quarto non c'è storia: Poeta e Brown prendono in mano la squadra trascinandola immediatamente al 19-13 della prima frazione. Nel secondo periodo si scioglie anche Moss e la Tercas vola sul 50-30 dell'intervallo, dopo una pausa di 15' d'interruzione per problemi al segnapunti. Prova a reagire nella ripresa Ferrara sospinta finalmente da un Collins inesistente fino ad allora, 0 punti al riposo: arriva fino al -9, dopo essere stata anche a meno 25, grazie a 18 punti consecutivi del suo folletto. Ma la Tercas è più squadra, vola via grazie al collettivo e a uno splendido Moss e porta a casa i primi due punti del campionato.
Teramo: Moss 18, Poeta 18, Brown 11
Ferrara: Ebi 21, Collins 20, Jamison 8, Nnamaka 8
Lottomatica Roma-Eldo Caserta 83-81 d.t.s
di Marco Spiridigliozzi
Vince la Lottomatica Roma ma la Eldo Caserta può davvero uscire a testa alta dal Palalottomatica. C’è voluto un supplementare per dare a Roma una vittoria che Caserta ha probabilmente gettato al vento avanti di 6 (64-70) a pochi decine di secondi dalla fine. Poi Jabber, letteralmente sull’acuto finale della sirena, ha segnato il pari mandando in visibilio tutta Roma. All’inizio Jennings siede in panca e Repesa consegna la squadra a Jaaber, ma è da Hutson che arrivano le note più liete con Brkic che cerca di tenere Roma a vista. Il vantaggio dei capitolini è di 7 (18-11) alla prima pausa, mentre nella seconda frazione la Eldo imbriglia meglio le trame dei padroni di casa, anche se dopo 120 secondi arriva il primo splendido canestro di Jennings, che spiazza Di Bella e segna i primi due punti della sua avventura italiana. De La Fuente firma tre canestri di fila, ma Diaz e Di Bella frenano la falla e alla pausa lunga è 33-28 per i padroni di casa. Nella terza frazione Becirovic e Diaz si dividono lo scenario, ma è negli ultimi 10 minuti che Caserta prima pareggia e poi scappa fino al vantaggio. A quel punto Toti rivede i fantasmi degli anni precedenti, e Repesa si affida a Becirovic per l’ultimo attacco. Sani perde palla (fallo su di lui) ma il pallone va nelle mani di Jaaber: mancano 3 secondi e la retina si gonfia dopo che il pallone batte a tabellone. Esplode il Palalottomatica. Al supplementare, Diaz, fino ad allora sontuoso, sbaglia il libero che manda Gigli a canestro. Di Bella ha sulle mani la tripla della vittoria, ma la sbaglia e Toti tira un grande sospiro di sollievo.
Roma: Becirovic 21, De la Fuente 14, Hutson 13
Caserta: Diaz 24, Di Bella 18, Brkic 11
Ngc Cantù-Montepaschi Siena 61-96
di Pietro Terraneo
L'illusione per la Ngc di poter sorprendere Siena dura sino all'intervallo, quando i campioni d'Italia sono avanti 35-41. Il tempo necessario affinchè la Montepaschi si ricordi, ed in questo senso Pianigiani nello spogliatoio deve essere stato molto chiaro, di essere squadra da Eurolega. Il risultato? 8-0 di parziale in 90" frutto di una difesa inespugnabile (11 recuperi nei primi 20', 9 nel solo terzo quarto): 41-65 al 27'. Cantù che ha un Toure mai entrato veramente in partita (sarà l'unico ad avere una valutazione negativa) e con Gaines e Pinkney (10 pt.) come unici terminali offensivi, non trova più la strada per il canestro: 47-74 alla penultima sirena. Negli ultimi dieci minuti Siena, pur forzando troppo in qualche occasione soprattutto con Lavrinovic, amministra il successo preoccupandosi solo delle condizioni fisiche di Carraretto, uscito con un sopracciglio malridotto da uno scontro sotto canestro.
Cantù: Gaines e Pinkney 10, Zacchetti 9
Siena: Kaukenas 20, McIntyre 16, Eze 14

Offline Gordon Gekko

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« Risposta #32 il: 13 Ottobre 2008, 08:46:43 »
Matteo:grazie per David Hawkins...ahahahaha haha
I più di questi laureati a Harvard non vale un cazzo. Serve gente povera, furba e affamata. Senza sentimenti. Una volta vinci e una volta perdi; ma continui a combattere. E se vuoi un amico, prendi un cane


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« Risposta #33 il: 13 Ottobre 2008, 08:54:56 »
ma vieni

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« Risposta #34 il: 13 Ottobre 2008, 10:16:59 »
Matteo:grazie per David Hawkins...ahahahaha haha

Mi sa che ti confondi con HERSEY HAWKINS.  ;D ;D Lui sì che era un mitico!

Offline Gordon Gekko

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« Risposta #35 il: 13 Ottobre 2008, 10:24:29 »
Mi sa che ti confondi con HERSEY HAWKINS.  ;D ;D Lui sì che era un mitico!

No,mi confondo con Darryl Dawkins..AHAHHAHHA
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« Risposta #36 il: 13 Ottobre 2008, 10:30:58 »
No,mi confondo con Darryl Dawkins..AHAHHAHHA

Ahahahahaha Dr. Patrick Ewing (sei tu).
Hersey for 3!!!! Te lo ricordi signò!?? :D

Offline The Daddy

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« Risposta #37 il: 13 Ottobre 2008, 10:33:30 »
Matteo:grazie per David Hawkins...ahahahaha haha

Sta merda....
da noi alcune partite passeggiava sul campo...

Offline Itto Ogami

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« Risposta #38 il: 13 Ottobre 2008, 10:34:12 »
ha capito chi comanda :P

Offline The Daddy

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« Risposta #39 il: 13 Ottobre 2008, 10:35:33 »
ha capito chi comanda :P

occhio che pure Roma ha fatto una bella squadretta...non la sottovalutate...e cmq sia Siena non ha rivali nemmeno quest'anno...

Offline Itto Ogami

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« Risposta #40 il: 13 Ottobre 2008, 10:38:27 »
quest anno secondo me anche piu' degli altri anni....nonostante molte rivali si siano rinforzate secondo me questo scudo lo possono perdere solo loro

Offline Blackmamba

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« Risposta #41 il: 14 Ottobre 2008, 18:58:51 »
e la prima è andata
senza sorprese
solo roma ha faticato più del previsto
sarà un bel campionato
possono revocare gli scudetti...non le emozioni  Ju29ro

Offline Arancia Meccanica

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« Risposta #42 il: 15 Ottobre 2008, 00:54:17 »
C'E' SOLO LA VIRTUS BOLOGNA

MITICO SACHA DANILOVIC!!!!!! NUMBER 5!!!!!!!

OLD STYLE VIRTUS...
Se ti interessa sapere chi sono... Ascolta Battiato...

--LASCIA TUTTO E SEGUITI--

Offline The Daddy

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« Risposta #43 il: 20 Ottobre 2008, 16:29:15 »
La Virtus espugna Milano
Siena a fatica su Treviso
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Bologna rimonta e vince 70-68 in casa dell'Armani Jeans. Il Montepaschi batte di misura la Benetton. A segno anche Avellino, Pesaro, Cantù, Montegranaro e Teramo
Eze (Siena), 28 anni, esce in difesa su Lorbek (Treviso), 29. Lapresse
MILANO, 19 ottobre 2008 - La seconda giornata, dopo i successi di Roma e Virtus Bologna negli anticipi, registra le vittorie di Siena, Avellino, Pesaro, Cantù, Montegranaro e Teramo.
Armani Jeans Milano-La Fortezza Bologna 68-70
di Luca Chiabotti
Guillerme Giovannoni realizza 22 punti, tutti nel secondo tempo, lo stesso vantaggio di Milano al 22’ contro la La Fortezza: sembrava una gara già finita, ma non è mai così quando in campo ci sono piccoli grandi uomini come Boykins (bene all’inizio e alla fine), e giocatori di carattere come il brasiliano e Brett Blizard, 11 punti ma 8' pesantissimi, nell’ultimo quarto. Così la Virtus opera una rimonta apparentemente impossibile e dà il primo dispiacere al proprietario Giorgio Armani, accompagnato da Afef: vince con un secondo tempo micidiale al tiro, quando Milano si perde contro la zona. Bulleri chiude con 15 punti ma, anche, gli errori finali, 10 li fanno Rocca e Hawkins, stavolta in difficoltà dopo la grande partita di Pesaro.
Milano ha le facce e l’energia giusta, va subito avanti guidata da Sangarè (Vitali deve restare a riposo 15 giorni), la Virtus è fredda (3/14 al tiro nel primo quarto) e subisce la pressione dell’Armani. Sta a galla perché Boykins è un grande nonostante il metro e 65, segna 9 punti e richiude la partita (18-15). Però, come accadrà per tutta la gara, con la difesa a uomo non protegge la bassezza della sua stella contro le incursioni sotto canestro dei piccoli milanesi (comunque 20 cm più alti) e sui tagli è sempre in ritado. Bulleri realizza 7 punti consecutivi nel 9-0 Armani firmato anche dall’energia di Mordente. L’attacco Virtus è sempre legato a un solo giocatore, stavolta è Vukcevic ma non basta. Un trepunti al volo di Hall a fine primo tempo (38-24) è solo l’inizio di un 11-0 milanese a cavallo dell’intervallo (46-24). Hall trova un’altra tripla, ma a questo punto il problema è la difesa su Giovannoni schierato ala forte. Il brasiliano segna 11 punti nel terzo quarto, 9 in fila. Sembrano uno sforzo bello ma tardivo, anche la zona Virtus all’inizio non fa male. Invece, a poco a poco, spegne completamente l’attacco Armani: Hawkins è impreciso, Thomas continua la sua lotta perdente col canestro, e con Ford (4 stoppate, 12 rimbalzi) sotto non si va. L’ultimo quarto inizia col quarto fallo di Bulleri con una Milano ancora in controllo (55-43), ma nemmeno Katelynas riesce a fermare Giovannoni e Blizzard entra in ritmo da tre. I due segnano 19 dei 20 punti bolognesi (contro 7 di Milano) nei primi 6’20" dell’ultimo quarto e la Virtus, per la prima volta, sorpassa (62-63). A nulla serve il tentativo di Bucchi di mettere in difficoltà Boykins marcandolo con Hawkins: un paio di palloni ben sfruttati da Rocca riportano avanti Milano, ma la Virtus ha qualcosa in più. Soprattutto dopo il nuovo sorpasso di Langford a 29" dalla fine e l’1/2 di Hawkins dalla lunetta per il pareggio (67-67) ha il pallone e 19" per chiudere la gara. L’Armani sceglie di fare fallo, Boykins risponde con 2/2 (67-69), Bullo va via in uno contro uno ma sbaglia al ferro, e Hall commette fallo a rimbalzo. Giovannoni segna il 67-70 e quando Bullo, in lunetta, sbaglia apposta il secondo libero, sul -2 per il rimbalzo, Hall fa invasione e dà la vittoria a Bologna.
Milano: Bulleri 15, Hawkins 10, Rocca 10
Bologna: Giovannoni 22, Boykins 17, Blizzard 11
Montepaschi Siena-Benetton Treviso 81-75
di Giuseppe Nigro
Vince ancora la Montepaschi, ma la notizia è che la qualità di Treviso fa sì che a Siena ci sia una partita, senza goleade casalinghe. La mens Sana si aggrappa a Lavrinovic e al piglio finale di Stonerook laddove la Benetton con i numeri di Neal e un inarrestabile Rancik, oltre a una grande volitività, aveva fatto tutto per meritarsi il colpaccio. L'inizio è quello di sempre della Montepaschi (10-0 al 3' con le triple di McIntyre e Domercant), quello che cambia è la reazione dell'avversaria. La Benetton non si spaventa e anzi reagisce con Neal: al 9' è già in parità a quota 17, poi col prezioso contributo di un buon Renzi. Lui e Rancik mettono in ambasce i lunghi senesi (Lavrinovic tre falli già al 12') e danno anche una dimensione interna a Treviso (70% da due nel primo quarto), quanto mai prezioso nel giorno in cui Siena va al riposo con 5/20 da tre punti. Nel frattempo con Neal i veneti toccano anche il 24-30 al 13' e la Montepaschi ha bisogno di cominciare a mordere in difesa per piazzare, in coincidenza dell'uscita di Renzi, il 7-0 che la riporta avanti 33-32 al 17'. Ancora avanti con le triple (4/5 nel terzo quarto) fino al 42-45 al 23', Treviso però deve fare i conti col risveglio dell'attacco senese, 9/11 nel periodo da due. Si va avanti a strappi, con 9 punti in fila di Domercant (51-45), 8 di Rancik (51-53), 9 di Lavrinovic che dopo i problemi di falli entra di prepotenza nella partita: Siena apre l'ultimo quarto sul 64-57, trovando anche in Ress un buon supplente per l'opaco Stonerook. Siena prova a dare la spallata con due triple di Lavrinovic e proprio Stonerook per il 77-66 al 37', ma Rancik non muore mai, Mahmuti ordina il pressing a tutto campo e un siluro dall'angolo di Soragna dà il 77-75 a Treviso a 45” dalla fine. Però Lavrinovic e Kaunenas dalla lunetta non falliscono, Dixon invece perde palla e la Benetton si deve arrendere.
Siena: Lavrinovic 19, Domercant 12, Stonerook 12
Treviso: Rancik 22, Neal 19, Renzi 8
Air Avellino-Solsonica Rieti 92-80
di Raffaello Califano
Pronostico rispettato al nuovo Pala Del Mauro. La Scandone batte Rieti senza fatica e si prepara nel migliore dei modi alla sfida di giovedì contro l’Olympiacos. Inizio come nelle attese con gli ospiti a pungere sul portatore di palla e a tentare il primo timido allungo con Wilmont (2-6 al 2’). L’Air coinvolge di più Williams rispetto alle ultime uscite e l’ex Cantù risponde presente: due slum dunk e un gioco da tre punti valgono il 14-10 al 5’. La prontezza a rimbalzo dei padroni di casa crea qualche grattacapo di troppo a coach Lardo. Tra i più reattivi Diener: una sua tripla sancisce il primo allungo importante 19-10 al 7’. L’uscita di Williams non scalfisce la sicurezza degli uomini di Markovski che possono contare sull’atletismo di Warren. L’esterno biancoverde morde in difesa ed ha mano calda da oltre l’arco. Due triple dell’ex Cibona allargano la forbice sul +17 (29-12) al primo mini-intervallo. Rieti ritrova Yango dopo il periodo di stop ed eleva l’intensità difensiva. Green e Pasco danno segni di risveglio e, complici un paio triple aperte fallite da Radulovic e Tusek, riducono il gap (33-20 al 15’). Lo sloveno si rifà poco dopo: è solo il preludio ad un dribbling di Best e ad una schiacciata di Crosariol per il nuovo massimo vantaggio (41-20 al 16’). L’Air viaggia sul velluto riuscendo a convertire anche situazioni poco ortodosse. I laziali tamponano l’emorragia rendendosi pericolosi in transizione con Campbell e Prato (44-29 al 18’) ma i padroni di casa, senza Best, contengono con discreta sicurezza il tentativo di ritorno (52-34 al 20’). Gli ospiti si giocano il tutto per tutto in avvio di ripresa. Le sortite di Green e Prato sono prontamente replicate dalle conclusioni pesanti di Tusek e Warren (58-41 al 23’). La difesa di Lardo non riesce a limitare la bidimensionalità dell’attacco irpino che va bersaglio con Cinciarini e Williams. Sul match si abbatte la variabile impazzita Sklavos autore di 12 punti e la Solsonica si riporta completamente in partita (66-61 al 29’) grazie al un parziale di 18-4. Avellino paga i quattro falli di Warren ma reagisce con Best: una tripla sulla sirena del generale rimette le cose parzialmente a posto (73-61 al 30’). Si viaggia sui binari di un sostanziale equilibrio che consente a Best e compagni di conservare la doppia cifra di vantaggio (78-65 al 13’) nonostante la situazione falli si faccia pesante per gli esterni di casa. La zona due-tre dell’Air produce i suoi frutti e il divario assume le proporzioni della prima parte di gara. Green paga con l’espulsione il suo secondo fallo antisportivo e sulla gara calano inesorabilmente i titoli di coda (92-80 al 40’).
Avellino: Warren 26, Tusek 13, Williams 13
Rieti: Campbell 15, Sklavos 15, Pasco 13
Eldo Caserta-Ngc Cantù 62-86
di Lucio Bernardo
Palamaggiò gremito per la prima partita in A della Juvecaserta, apparsa la controfigura della bella squadra viva e pimpante vista a Roma appena sette giorni prima. Reattiva e sveglia contro i capitolini, nella prima passerella casalinga, i bianconeri hanno stentato a inseguire la Ngc Cantù che fin dal primo tempo ha preso in mano le redini del match, controllandolo a piacimento senza mai calare di tono fino al trionfo finale. Che Cantù fosse una squadra difficile da affrontare, la Eldo lo sapeva fin dall'inizio, ma non ha saputo almeno per i primi 20', e poi per i successivi fermare il gioco messo in atto dalla banda di Dalmonte. Pinkney in lunetta a smistare palloni per Elder o Rich ai lati oppure scarico sotto il tabellone a un uomo spesso libero. Presente al match l'allenatore azzurro Charlie Recalcati. "Diversa la consistenza difensiva delle due squadre e nell'uno contro uno dove Caserta ha avuto più difficoltà".
Caserta: Slay 16, Butler 14, Foster 12
Cantù: Elder 28, Touré 19, Pinkney 17
Carife Ferrara-Scavolini Pesaro 67-76
di Gianluca Orefice
La classe non è acqua e la Carife se n’è accorta contro la Scavolini. Vince Pesaro, che nel quarto finale si aggrappa ai canestri del talentuoso duo Curry-Hicks (75% dal campo per il primo, 67% per il secondo). Non è bastata la grinta per la matricola Ferrara (male Riley col 10% dal campo). Hicks nel primo quarto è l’apriscatole della difesa ferrarese; dieci punti e Pesaro mette da subito la testa avanti (17-26 al 10’). La Carife si accende con Zanelli in campo; nel secondo quarto avvia con sei punti un parziale di 18-6 che al 16’50 porta la Carife quasi a contatto (35-37). Decisivo pure Jamison, che sottocanestro spazza via Akindele con tre canestri fotocopia. Sacripanti quindi corre ai ripari; dentro Shaw in marcatura sul pivot locale e Hurd a fissare il 39-45 all’intervallo. Però la determinazione dei ferraresi, alla prima in A davanti al proprio pubblico, è prorompente, tanto da riuscire, in una stessa azione, a catturare tre rimbalzi offensivi: così al 29’15” il tabellone segna la parità (53-53). Nei 10’ finali risolvono Hicks e Curry con canestri chiave a ripetizione.
Ferrara: Zanelli 16, Collins 15, Jamison 15
Pesaro: Curry 20, Hicks 20, Hurd 14
Premiata Montegranaro-Snaidero Udine 73-70
di Uberto Frenquellucci
Vince la nuova Sutor che riscatta la sconfitta di Rieti dimostrandosi formazione forse più equilibrata della Snaidero. Garris (tripla in avvio), Hunter e Taylor provano a scavare il solco (15-9), mantenendo le distanze nonostante i tentativi di ricucire portati da Anderson e Antonutti. Dopo la pausa lunga è ancora Montegranaro a condurre, portandosi sul + 11 grazie a una tripla di Taylor (46-35), ma è sull’asse Di Giuliomaria-Romero che la formazione di Caja inizia a rosicchiare punti (50-44 al 30'). Nell’ultimo quarto in casa gialloblù si inceppa qualcosa: ne approfittano subito Di Giuliomaria e Anderson e l’aggancio è praticamente cosa fatta (52-51 con 8’35’ ancora da giocare). L’imprecisione dei locali nel momento topico del match è foriera brutti presagi per il pubblico di casa. Si viaggia punto a punto (54-53). La tripla di Taylor (che tiene i suoi sempre a galla nei momenti migliori per i friulani) dà ossigeno ai marchigiani e Caja inserisce Torres con l’incarico di scardinare la difesa locale. Non verrà ripagato: un’altra tripla e Taylor forma la prima vittoria in campionato di Montegranaro. Per i locali bene anche Minard, che nel finale piazza 3 devastanti penetrazioni consecutive.
Montegranaro: Taylor 25, Minard 17, Garris 14
Udine: Anderson 17, Antonutti 11, Jackson 11
Angelico Biella-Tercas Teramo 78-83
di Pietro Scibetta
Se ci sono vittorie che valgono doppio, questa rischia di valere triplo per la Banca Tercas Teramo, che si è presentata in Piemonte senza i due playmaker: l'azzurro Giuseppe Poeta e l'ex Fortitudo Alessandro Piazza. Inizia bene Biella, in un primo quarto dove l'assenza di un vero creatore di gioco pesa molto agli ospiti: la tripla di Gist lancia i suoi, poi con la tripla e i tiri liberi di Smith arriva anche il +11 (24-13) e il +12 in apertura di secondo quarto, con la tripla in transizione di Aradori dopo una gran stoppata di Plaisted (31-19 a 8'53 dall'intervallo). I teramani non si scoraggiano, e restano aggrappati alla partita grazie ai punti di Carroll e Brown (entrambi a quota 10 a metà gara). Sono proprio loro due che, nel terzo quarto, portano Teramo addirittura avanti: Carroll firma un paio di triple e il canestro da sotto del 47-50 a 2'36 dall'ultimo intervallo, Reece Gaines reagisce con un paio di conclusioni pesanti e prova a rimettere i suoi in ritmo (58-54). Smith, dopo i 15 punti dei primi due quarti, torna a colpire con la tripla del +6 (65-59), ma se i tifosi biellesi pensano che il peggio sia passato è perché non fanno i conti con Brown: il lungo americano segna 9 punti in due minuti, e a 1'12 dalla fine è ancora avanti Teramo (78-79). Qui si vede il terzo, decisivo, protagonista della partita: David Moss prima gioca una gran difesa su Gaines, poi viene pemiato dalla ricezione in contropiede, fermato dall'antisportivo di Smith a 20" secondi dalla fine. Un libero a segno, ma poi ancora Moss, con il fallo, segna il 78-83 a 9" dalla sirena. Game Over.
Biella: Smith 22, Gaines 16, Gist 14
Teramo: Carroll 24, Brown 18, Jaacks 13


Offline Itto Ogami

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« Risposta #44 il: 20 Ottobre 2008, 16:30:09 »
:(

 


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