Autore Topic: Adesso la Ferrari si dà anche al bob  (Letto 1813 volte)

Offline panz

  • panz
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Adesso la Ferrari si dà anche al bob
« il: 02 Dicembre 2008, 08:45:10 »
CESANA TORINESE, 2 dicembre 2008 - Il Nord Italia è inzuppato, fra pioggia e nevicate, ma su Cesana resiste un sole ostinato, che combatte con le nuvole. Un raggio colpisce la pista da bob dove i ragazzi delle scuole si stanno divertendo un mondo con gli skeleton. Mentre nella pancia in cemento dell’impianto si lavora intensamente.
CAVALLINO - Il raggio — per il momento ancora nero-carbonio — è appoggiato su due cavalletti: attorno lavorano una decina di persone. Uno imbraccia una fresa, l’altro controlla alcuni dati al computer su cui brilla un Cavallino Rampante. Oggi è un giorno diverso: scende per la prima volta in pista, dopo tanti numeri, il bob progettato e in gran parte realizzato a Maranello, nella scuderia Ferrari, da un’idea lanciata dal Coni, subito dopo i Giochi di Torino e proiettata su Vancouver 2010. "Il bob è molto simile a un’auto, gli mancano motore e ruote…”, ironizza, Ferdinando Cannizzo, l’ingegnere responsabile dell’aerodinamica a Maranello. E come una Formula 1 viene trattata. Fabrizio Tosini, il pilota, guida gli altri quando c’è da spostare il bob per degli ultimi ritocchi prima che vada in pista. Così nudo”, senza insegne e con il solo colore del carbonio (proprio lo stesso della Ferrari di Raikkonen), lo si carica sul camion e si va verso la prova.
CURVA 5 - Il primo tuffo nel budello di ghiaccio comincia dalla curva 5, per questa volta. "La prima volta vorrei portarlo giù tutto intero”, scherza Tosini, mentre il furgone rosso si arrampica sulla montagna. Si fanno battute, ma c’è un po’ di tensione nell’aria: dietro questo debutto ci sono più di un anno di lavoro, qualche milione di calcoli, in cui è entrato in gioco anche il Politecnico di Milano. "Abbiamo portato il nostro metodo e la nostra esperienza. Ma prima di tutto abbiamo cercato di imparare studiando il regolamento del bob — spiega Ignazio Lunetta, responsabile del settore Ricerca Ferrari — per capire dove si poteva guadagnare. Poi abbiamo incominciato a studiare il bob della scorsa stagione per avere degli elementi. Abbiamo applicato qualcosa come 200 sensori a quel mezzo e abbiamo studiato il suo "comportamento". Poi il lavoro di rielaborazione. "Il bob usato l’anno passato è stato riprodotto in 3 D — racconta Stefano Maldifassi, famiglia di bobisti, c.t. dello skeleton, nonché ingegnere coinvolto in questo progetto Coni — . Riprodotto nelle sue geometrie è stato portato in Cfd, praticamente la galleria del vento virtuale”.
TENSIONE - Siamo in partenza, si fissano le ultime viti dopo aver controllato gli strumenti che dovranno monitorare le prestazioni del bob nero, che per la prima volta viene mostrato, seppure parzialmente. Per evitare che altri seguano questa strada per quest’anno non andrà in gara, debutterà solo nel 2009 alla vigilia dell’Olimpiade. Lo speaker dà il segnale di partenza e il bob si butta giù. Si salta sulle auto e si corre all’arrivo. Tosini esce sorridendo, sta più sdraiato su questo bob dalle linee aerodinamiche molto diverse. Deve prendere ancora confidenza. I numeri dicono che è veloce, ma assurdo ora fare confronti. Il lavoro è elettrizzante, ma siamo solo all’inizio del viaggio intrapreso da Coni (con Marcello Faina responsabile del progetto), Ferrari e Politecnico. Si torna alla partenza, questa volta il camioncino va più in alto, il bob nero farà tutta la pista. Un altro tuffo. Un altro arrivo. Tosini si toglie il casco e si mettere a parlare con gli ingegneri, come un pilota di Formula 1, le sue indicazioni sono importanti. Intrecciate con le cifre del computer permetteranno di migliorare.
FUTURO - E’ l’ora di pranzo, l’aria è fredda. Si addenta un panino mentre si continua a guardare il computer. "Questa è la prima sessione di test — spiegano gli ingegneri —, un’altra la faremo prima di Natale, nel frattempo continuiamo il lavoro a Maranello, dove ci concentreremo anche sui pattini”. Qui sta l’innovazione del progetto Coni, luccicante sotto il sole di dicembre, gli studi fatti per il bob verranno utilizzati in altre discipline. E dal prossimo anno verranno coinvolti anche gli altri piloti azzurri a cominciare da Simone Bertazzo, per avere nuovi numeri. "E’ una sfida esaltante”. E vuole arrivare lontano. La pausa pranzo è finita, si torna in pista. C’è ancora tanto lavoro fino a Vancouver.
dal nostro inviato
Gian Luca Pasini
gasport

PITTSBURGH STEELERS

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Re: Adesso la Ferrari si dà anche al bob
« Risposta #1 il: 03 Dicembre 2008, 00:45:16 »
 ;D ;D ;D

onedream

  • Visitatore
Re: Adesso la Ferrari si dà anche al bob
« Risposta #2 il: 03 Dicembre 2008, 02:46:25 »
 :-X assurdo... dopo il prototipo della mota schiantafighe e ti schianti pure tu mo pure il bob  :P