Autore Topic: LaGazzetta dello Sport!!!  (Letto 1325 volte)

Online leonida

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LaGazzetta dello Sport!!!
« il: 20 Settembre 2013, 11:38:40 »
articolo tratto da tuttojuve.com che riprende uno stralcio di un articolo della merdaccia dello sport che riassume l'epopea di denti marci da presidente dei prescritti


La Gazzetta racconta l'era Moratti con delle stilettate alla Juventus.

Ecco la prima: "L’Inter è finalmente competitiva ai massimi livelli, difatti contende lo scudetto alla Juve sino allo scontro diretto di Torino, dove l’arbitro «pensionando» Ceccarini non assegna un rigore a Ronaldo parso solare. Lo scudetto è perso e il presidente, ricordando precedenti attriti con la Signora, incendia il Palazzo del calcio con l’impeto e la violenza verbale di un capo ultrà. Il popolo apprezza il graffiante sfogo e poi va a Parigi a fare festa nella finale tutta italiana (la prima su partita secca) della coppa Uefa: 30 alla Lazio. ".

Ecco la seconda: "Purtroppo alla gestione Cuper è legata la più grande delusione patita da Moratti in questa sua lunga avventura, lo scudetto perso all’Olimpico contro la Lazio (24) all’ultima giornata in quel disgraziato pomeriggio del 5 maggio 2002. Un epilogo allucinante di un torneo condotto al comando, un margine ampio sulla Juve e sulla Roma, le inseguitrici più accanite, ridottosi a un punto prima di un confronto il cui esito tutto il calcio italiano dava per scontato: a cominciare dai tifosi laziali, gemellati con gli interisti. La fotografia al 90’ di Moratti e Tronchetti Provera, fedelissimo sponsor dell’intera avventura, è quella di due tifosi increduli, attoniti, svuotati. Potessero andare in curva, piangerebbero l’uno sulla spalla dell’altro.

I sospetti: "Rivedendo certi episodi avversi di quell’avverso epilogo del torneo, ascoltando alcune voci su promesse arrivate negli spogliatoi dell’Olimpico, Moratti si convince che dietro la rimonta dei bianconeri ci sia stata una spinta arbitrale orchestrata da forze esterne. Quello che nel 1998 (Ronaldo- Iuliano) era solo un sospetto diventa una certezza: la Juve è aiutata. Il presidente della Roma, Sensi, lo conforta e gli propone un’alleanza politica in modo da riequilibrare la situazione di svantaggio nel Palazzo, Moratti è tentato ma poi si mantiene fedele alla partnership commerciale con Milan e Juve. Sensi si ritira deluso, Moratti non trova le prove degli oscuri traffici ai suoi danni, trova però ancora una volta la forza di ripartire. Nonostante una nuova delusione: Ronaldo, trattato come un figlio, seguito con affetto ed enorme disponibilità lungo il suo calvario, sceglie il Real Madrid. Il più prezioso della lunga collezione di gioielli nerazzurri non può essere più ammirato a San Siro. Morto un papa se ne fa un altro, il presidente non si ferma"

La terza: "Punta su Bobo Vieri, che segnerà quasi 150 reti senza che la squadra vada a dama. E’ un periodo torbido. In società si affacciano personaggi che fanno rivelazioni inquietanti sul comportamento «privato» del bomber, investigatori si mettono a pedinarlo, si parla di una indagine assegnata dalla Pirelli di Tronchetti, il rapporto con Vieri fatalmente si deteriora (il giocatore si rivolgerà alla giustizia ordinaria ricavandone soddisfazione economica) mentre un arbitro, Nucini di Bergamo, confida a Facchetti di essere in grado di svelare le trame e i complotti ai danni dell’Inter, salvo dileguarsi al momento della denuncia. Moratti sente sempre più intensa la puzza di bruciato, a gennaio 2004 affida la presidenza al fidato Giacinto Facchetti per poter essere libero di indagare, ormai sono troppe le coincidenze sfavorevoli, troppe le voci di tresche ai suoi danni. Però continua tenacemente a inseguire l’obiettivo di partenza: scudetto e Champions. E pur di raggiungerlo entra persino in collisione con Facchetti".

Quarta: "(...)Ma in estate, al termine del processo Calciopoli, la giustizia sportiva assegna a Moratti lo scudetto tolto alla Juve: il presidente lo considererà il più significativo della sua collezione privata proprio perché accerta il marcio da lui sospettato da tempo. E cioè che il calcio italiano ha «usato» per anni i suoi milioni spesi sul mercato per ricavare vantaggi economici salvo poi bidonarlo sul piano sportivo con una rete illecita di connivenze e alleanze. Chi lo definisce tuttora «lo scudetto di cartone» non ha mai voluto comprendere lo stato d’animo del presidente nerazzurro. Quel tricolore per lui è un indennizzo di inestimabile valore morale. Retrocessa in B e perciò costretta a cedere il suo asso, Ibrahimovic, proprio ai rivali milanesi, la Juve collabora alle nuove fortune interiste. Col cannoniere strappato ai bianconeri (22 milioni) e Roberto Mancini alla guida si può partire verso la gloria. Arrivano due scudetti sul campo e arriva pure… José Mourinho, l’uomo del destino"
"Io non sono di parte, sono della Juve. E' diverso." (Omar Sivori)

 


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