Autore Topic: GIANLUIGI BUFFON  (Letto 6335 volte)

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GIANLUIGI BUFFON
« il: 03 Maggio 2012, 13:22:57 »
Gianluigi Buffon (Carrara, 28 gennaio 1978)  portiere della Juventus e della Nazionale italiana, di cui è capitano

Nel 2004 è stato inserito nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della federazione.

Campione del mondo con la Nazionale nel 2006, nello stesso anno è stato premiato dalla FIFA come miglior portiere del campionato mondiale e si è classificato secondo nella classifica del Pallone d'oro, dopo il connazionale Fabio Cannavaro

La UEFA lo ha premiato con il titolo di miglior portiere e, unico caso tra i giocatori del suo ruolo, miglior giocatore dell'edizione 2002-2003 della Champions League.

 Nel 2007, per la quarta volta dopo il 2003, 2004 e 2006 è stato considerato il miglior estremo difensore in attività dall'IFFHS, organismo che si occupa delle statistiche riguardanti la storia del calcio, che gli ha assegnato nuovamente il premio di "Portiere dell'anno".

[7] Inoltre è il portiere che ha realizzato il miglior ranking secondo l'IFFHS.Quest'ultimo lo ha anche premiato come il miglior portiere del decennio 2000-2010, del quarto di secolo 1987-2011 e del XXI secolo.

È soprannominato Superman,appellativo che risale ai tempi del Parma, quando indossò la maglietta azzurra con la S del supereroe dopo un rigore parato a Ronaldo in un Parma-Inter.
Con 113 presenze è terzo nella classifica di presenze nella Nazionale di calcio italiana.
È considerato uno dei migliori portieri di tutti i tempi

Ottimo nel posizionamento fra i pali, è molto abile nel bloccare la palla e nelle uscite basse; si destreggia bene anche nella parata sia in tuffo che in uscita alta.
Ancora giovanissimo aveva il ruolo di centrocampista; divenne portiere solo dopo i Mondiali di calcio 1990, nel 1991 all'età di 13 anni, quando lasciò il Bonascola per approdare a Parma, prendendo come modello il portiere del Camerun Thomas N'Kono.

Nel mercato estivo 2001, a 23 anni, viene acquistato insieme a Thuram dalla Juventus per la cifra record di 105 miliardi di lire (75 in contanti più la cessione di Jonathan Bachini),risultando il giocatore più pagato nella storia della società bianconera.

Nella sua prima stagione in bianconero vince subito lo Scudetto, il primo della carriera, con un sorpasso all'Inter all'ultima giornata. Chiude la stagione con 34 presenze e 23 gol subiti in campionato, una presenza con un gol subito in Coppa Italia e 10 presenze con 12 gol subiti in Champions League per un totale di 45 presenze e 36 gol subiti.
Nel 2002-2003 vince la Supercoppa italiana e un altro Scudetto, arrivando a perdere la Champions League nella finalissima tutta italiana contro il Milan: dopo aver parato un rigore a Luís Figo nella semifinale col Real Madrid, la finale di Manchester si decide ai rigori e, nonostante pari i tiri di Clarence Seedorf e Kakhaber Kaladze, il suo collega Dida fa meglio e la coppa va ai rossoneri (2-3). Quell'anno viene premiato come miglior giocatore della Champions League: nessun portiere in tutta la storia della Champions League era stato mai premiato con questo tipo di riconoscimento.Chiu de la stagione con 32 presenze e 23 gol subiti in campionato, 15 presenze con 16 gol subiti in Champions League ed una presenza con un gol subito nella Supercoppa italiana per un totale di 48 presenze e 40 gol subiti.
Nella stagione 2003-2004 la Juventus esce presto dalla Champions League e si classifica terza in campionato. A fine stagione Buffon partecipa agli Europei, con l'Italia che esce al primo turno. Chiude la stagione con 32 presenze e 41 gol subiti in campionato, 6 presenze con 6 gol subiti in Champions League ed una presenze con un gol subito (nella vittoria della Supercoppa italiana contro il Milan ai rigori) per un totale di 39 presenze con 48 gol subiti.
Nella stagione 2004-2005, con Fabio Capello in panchina, vince il terzo scudetto della sua carriera, in seguito revocato per le vicende di Calciopoli. In Champions League la Juventus viene eliminata ai quarti di finale contro il Liverpool. Chiude la stagione con 37 presenze e 23 gol subiti in campionato e 11 presenze e 6 gol subiti in Champions League per un totale di 48 presenze e 29 gol subiti.
Il 14 agosto 2005 si procura una lussazione alla spalla dopo uno scontro con Kaká durante l'amichevole Milan-Juventus per il Trofeo Berlusconi. La successiva operazione lo costringe a fermarsi per circa tre mesi, durante i quali viene sostituito da Christian Abbiati, dato in prestito dal Milan.
Torna tra i pali della Juventus alla fine di novembre, in Coppa Italia contro la Fiorentina. Ritorna definitivamente titolare a gennaio 2006, sempre in Coppa Italia, nella partita di ritorno contro i viola. Chiude la stagione con 18 presenze e 12 gol subiti in campionato, 2 presenze e 3 gol subiti in Coppa Italia e 4 presenze e 6 gol subiti in Champions League per un totale di 24 presenze e 21 gol subiti. Conquista il primo posto in classifica con i bianconeri, poi retrocessi in ultima posizione in seguito a Calciopoli. In queste stagioni non ha parato un calcio di rigore in partite ufficiali per più di tre anni, dal 26 ottobre 2003 al 1º dicembre 2006.
Dopo le vicende di Calciopoli che hanno visto la Juventus retrocedere in Serie B, decide di continuare la sua avventura con la società torinese. Il 18 novembre contro l'Albinoleffe viene espulso per la prima volta in carriera. A fine stagione, rinnova il contratto fino al 2012. Chiude la stagione cadetta con 37 presenze e 21 gol subiti in campionato e 3 presenze e 4 gol subiti in Coppa Italia per un totale di 40 presenze e 25 gol subiti. La Juventus - partita penalizzata - si classifica al primo posto e conquista la promozione in Serie A.
Durante la nuova stagione in Serie A, prima della partita contro il Genoa, viene eletto miglior portiere del mondo per il quarto anno ed in seguito inizia a soffrire di mal di schiena, causato da una ernia del disco, che lo costringe spesso al riposo lontano dal campo. Il 10 marzo 2008 rinnova il contratto che lo lega alla Juventus fino al 2013. Chiude la stagione con 34 presenze e 30 gol subiti in campionato ed una presenza ed un gol subito in Coppa Italia per un totale di 35 presenze e 31 gol subiti. La squadra si classifica al terzo posto riconquistando così la Champions League dopo due anni.Ha ancora problemi nell'avvio della stagione 2008-2009, quando riporta lo stiramento dell'adduttore della coscia destra contro il Cagliari; tornato in campo dopo due settimane nella partita contro il Palermo, il problema si accentua ed è costretto a restare fuori fino a gennaio 2009.
Ritorna in campo il 6 gennaio 2009 nell'amichevole giocata a Messina contro i francesi del Monaco, persa per 6-5 dopo i calci di rigore, giocando per tutto il primo tempo.
Il primo impegno ufficiale del 2009 avviene il 14 gennaio nella partita di Coppa Italia contro il Catania (3-0). Chiude la stagione con 23 presenze e 26 gol subiti in campionato, 2 presenze e 2 gol subiti in Coppa Italia e 5 presenze e 4 gol subiti in Champions League, per un totale di 30 presenze e 32 gol subiti. La Juventus si classifica al secondo posto.

Nel mese di dicembre dello stesso anno si sottopone ad un intervento di meniscectomia artroscopica selettiva del menisco laterale del ginocchio sinistro. L'intervento, durato circa dieci minuti, è perfettamente riuscito.[67] È quindi tornato in campo nella sconfitta per 1-0 in trasferta a Verona contro il Chievo del 17 gennaio 2010.
Il 23 gennaio, in Juventus-Roma (1-2), viene espulso per la seconda volta in carriera, la prima in massima serie, dopo aver commesso un fallo da ultimo uomo e fuori area sul romanista John Arne Riise. Chiude la stagione con 27 presenze e 31 gol subiti in campionato, una presenza e 2 gol subiti in Coppa Italia, 6 presenze con 7 gol subiti in Champions League ed una presenza con un gol al passivo in Europa League per un totale di 35 presenze e 41 gol subiti. La Juventus si classifica al settimo posto.
Infortunatosi durante i Mondiali 2010, il 4 luglio 2010 si è sottoposto a intervento di erniectomia per ernia discale–lombare:l'operazione, durata circa un'ora, è perfettamente riuscita.[ Rientra in campo il 3 gennaio 2011, nell'amichevole contro il Lucento (squadra di Eccellenza piemontese), vinta 5-0 dai bianconeri. Il 5 gennaio viene premiato dall'IFFHS come miglior portiere del decennio (dal 2000 al 2010) Torna in campo a sette mesi di distanza il 13 gennaio, nella partita casalinga degli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Catania vinta per 2-0.Si riprende il posto da titolare fino a quel momento di Marco Storari anche in campionato, debuttandovi tre giorni dopo nella gara casalinga vinta contro il Bari (2-1). Chiude la sua decima stagione sotto la Mole con 16 presenze e 17 gol subiti in campionato ed una presenza in Coppa Italia per un totale di 17 presenze e 17 gol subiti; la Juventus invece, si classifica al settimo posto come l'anno precedente, fuori dalle coppe europee.

Club
Competizioni nazionali
 Coppa Italia: 1
Parma: 1998-1999
 Supercoppa italiana: 3
Parma: 1999
Juventus: 2002, 2003,
 Campionato italiano: 4
Juventus: 2001-2002, 2002-2003,2004-2005,2005-2006

 Campionato italiano di Serie B: 1
Juventus: 2006-2007
Competizioni internazionali
 Coppa UEFA: 1
Parma: 1998-1999
Nazionale
Campionato d'Europa Under-21: 1
Spagna 1996
Giochi del Mediterraneo: 1
Bari 1997
 Campionato del mondo: 1
Germania 2006
Individuale
Oscar del calcio AIC: 10
Migliore portiere: 1999, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2008
"Fan" award: 2006, 2007
Miglior calciatore europeo Under-23: 1998-1999
Portiere dell'anno IFFHS: 4
2003, 2004, 2006, 2007
Premio IFFHS: 2
Miglior portiere degli ultimi 20 anni: 2008, 2009, 2011, 2012
Premio IFFHS: 1
Miglior portiere del decennio (2001-2011)
Premio IFFHS: 1
Miglior portiere del XXI secolo (2012)
Miglior giocatore UEFA: 2
Miglior portiere: 2003
Miglior giocatore dell'anno: 2003
Premio Yashin: 1
2006
FIFPro World XI: 2
2006, 2007
I più di questi laureati a Harvard non vale un cazzo. Serve gente povera, furba e affamata. Senza sentimenti. Una volta vinci e una volta perdi; ma continui a combattere. E se vuoi un amico, prendi un cane


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Re:GIANLUIGI BUFFON
« Risposta #1 il: 03 Maggio 2012, 13:28:02 »




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Re:GIANLUIGI BUFFON
« Risposta #2 il: 03 Maggio 2012, 13:47:12 »
Buffon "Ricco e famoso
la depressione mi prese lo stesso"


"Nel 2004 mi seguì una psicologa non ero soddisfatto della vita e del calcio"
MASSIMILIANO NEROZZI

Decide di raccontarsi partendo dal fondo, Gigi Buffon, da quel «buco nero dell’anima» che lo inghiottì per sei mesi, «dal dicembre 2003 al giugno 2004». Senza tanti giri di parole: «Sono caduto in depressione, sono stato in cura da una psicologa». Filava tutto storto: «Non ho mai capito perché proprio allora, perché non prima, perché non dopo». L’unica certezza, era sbagliata: «Non ero soddisfatto della mia vita e del calcio, cioè del mio lavoro. Mi tremavano le gambe all’improvviso». Anche il portiere più forte del pianeta può ritrovarsi nell’abisso. Sempre «all’improvviso», riemerse, «proprio là dove avevo paura di andare, agli Europei in Portogallo». Durante Italia-Danimarca, «una partita orrenda»: difatti, «ero l’unico che sorrideva». Da lì fa iniziare la sua storia, srotolata nelle 178 pagine di “Numero 1”, l’autobiografia pubblicata ora da Rizzoli (16 euro), insieme al giornalista del Corriere della Sera Roberto Perrone.

Gigi Buffon, che le era successo?
«È stato un periodo molto cupo, davvero. Perché poi io sono una persona solare, ottimista, molto altruista. Ma quando vivi una cosa simile, è chiaro che queste qualità vanno a farsi benedire, per parlar chiaro».

Ha scritto: «Era come se la mia testa non fosse mia, ma di qualcun altro, come se fossi continuamente altrove».
«Devi convivere con un Gigi nel quale non ti rispecchi. E finché non ti accade, non capisci l’importanza della situazione.
Pensare che, da ragazzo, nella mia inconsapevolezza, mi chiedevo come facessero le persone ricche, o normali, a cadere in depressione».

Quattrini e fama non le mancavano.
«Infatti. Allora lo capisci, che sono tutti discorsi sciocchi e superficiali. Perché ci possono essere mille motivi: anche se sei ricco e acclamato, poi questa condizione diventa la norma. E come tutti, che hanno lavori diversi, può capitare che venga a mancarti uno stimolo, o che tu non sia soddisfatto della tua vita».

Per esempio?
«Magari perché ti accorgi che non riesci a trovare la donna giusta, o non riesci a vincere la Coppa dei campioni. Oppure non riesci ad apprezzare quello che hai. Allora ti fermi e vieni sommerso da dubbi e da pensieri: ed è un attimo cadere nella depressione. È stato davvero un periodo brutto».

Cosa s’aggira per la mente?
«Ricordo che mi dicevo: “Ma che cosa me ne frega di essere Buffon?” Perché poi alla gente, ai tifosi, giustamente, non importa un cavolo di come stai. Vieni visto come il calciatore, l’idolo, per cui nessuno ti dice: “Ehi, come stai?”».

Inseguito dalle folle, ma solo.
«Tutti ti dicono le stesse cose: dai, forza Gigi, mi raccomando, la partita, mercoledì, domenica. Sai, ti ho visto a Paperissima. Ci fosse uno che ti chiedesse: “Scusa, ma ti è successo qualcosa?”»

Chi la salvò?
«Se hai una famiglia e dei rapporti importanti, e per fortuna io li ho, sono gli unici che ti possono dare una mano».

Andò anche da uno psicologo.
«Vero, ed è un’altra cosa che ho rivalutato. Pensavo fossero figure che rubassero, tra virgolette ovviamente, soldi agli insicuri. Invece sono persone che servono, perché se ne trovi uno bravo e capace, trovi una figura con la quale non hai paura a confrontarti. Parli di tutto, ti apri, senza il minimo timore: e farlo non è mai facile».

Mai pensato di mollare il pallone?
«Sai cosa pensi in quei momenti? “Ma porca puttana, perché sono Gigi Buffon, il calciatore conosciuto?” Perché finisce che, a volte, diventi schiavo della tua figura, di quello che sei. Se Buffon dice: “Vado due mesi via, a curarmi la depressione”, è finita. Dopo, ogni volta che sbagli, una parata per esempio, ci sarà sempre il richiamo di questa cosa. Allora non ti puoi permettere di andare via tre mesi per curarti».

Cita Marilyn Monroe: «Meglio piangere su una Rolls Royce che in un tram affollato», dicendo, però, che aveva torto.
«A parte che io giro con una 500, neanche mia, ma della Juve. Voglio dire che materialmente non mi mancava nulla, ma poi capisci che oltre alle cose, ci devono essere dei valori morali, affettivi, religiosi. Quando ti mancano, rischi».

Una «storia nera» da cancellare?
«Premessa: tutte le disavventure che ho avuto, alcune cercate con consapevolezza, se vogliamo, le ho sempre pagate, ci ho messo la faccia. Però ne vorrei cancellare una, quella del diploma comprato: fu un gesto di slealtà nei confronti degli altri e io di solito sono molto leale. Anche nei confronti dei miei genitori, che sono pure professori: il figlio che compra il diploma non è proprio il top».

Qualcosa che è rimasto fuori dal libro?
«Le mitiche occupazioni a scuola. E quando vedo tutto questo baccano, mi viene da ridere, perché sono stato studente e ricordo come andava: il 10% aveva un ideale, gli altri erano delle capre che seguivano la massa. Nell’ultimo anno andavo a scuola poco, tra squadra e Nazionale, e non vedevo l’ora che uno dicesse: “Ragazzi, sciopero”. Ero il primo che diceva a tutti di uscire».

Si mette nel novanta per cento?
«Sì, ma gli altri mi seguivano volentieri. La sera andavo a dormire a scuola, entravo con la Vespa, facevo dei lavori da matti. Allora dico: giusto sentire i ragazzi, ma non scordiamoci che molti se ne approfittano anche, come facevo io».

Si rimprovera qualcosa?
«Nulla, perché sono arrivato presto in questo mondo, a 17 anni, e penso avessi tutto il diritto di crescere sbagliando. Poi chiaro che a differenza di un altro ragazzo le mie storie finivano sui giornali. Se dicessi che sono soddisfatto, sarei scemo, però non mi sento in colpa. Un po’ della mia gioventù la volevo vivere come piaceva a me».
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Re:GIANLUIGI BUFFON
« Risposta #3 il: 03 Maggio 2012, 13:50:14 »


Campioni ai Raggi X: Gianluigi Buffon, il 'Numero Uno'
Viaggio nella carriera del portiere della Juventus e della nazionale italiana

BUFFON RAGGI X / ROMA - Nell'introduzione del suo libro 'Numero 1' (autobiografia scritta a quattro mani con il giornalista Roberto Perrone) viene definito "il più grande portiere del mondo, uno dei quattro o cinque che resteranno per sempre nell'immaginario mondiale del football". Chissà quale altra storia avremmo letto e di chi staremmo parlando oggi se all'età di 14 anni, quando militava nelle giovanili del Parma, Gianluigi Buffon non fosse stato costretto ad indossare i guanti da portiere per la contemporanea assenza dei due giocatori titolari. Fino a quel momento, infatti, 'Gigi' aveva ricoperto stabilmente e con discreti risultati il ruolo di centrocampista.
CARATTERISTICHE TECNICHE - Affidabilità, completezza, personalità: difficile sintetizzare la cifra tecnica dell'estremo difensore bianconero in poche righe, ma questi tre sono probabilmente gli aspetti in cui il portiere eccelle e sui quali è riuscito a costruire anni ed anni di successi.
LA CARRIERA - Nato a Carrara il 28 Gennaio 1978 da una famiglia di sportivi, approda nelle giovanili del Parma all'età di 13 anni scalando le gerarchie a tempo di record. Il 19 Novembre 1995 fa il suo esordio in Serie A contro il Milan, offrendo un'ottima prestazione che lo pone da subito all'attenzione degli addetti ai lavori. Già nella stagione 1996-1997 riveste il ruolo da titolare nella formazione gialloblu, posto che non lascerà più per le successive 4 stagioni. Con la maglia dei ducali, Buffon disputa in totale 225 presenze, vincendo 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa Italiana ed 1 Coppa Uefa.
Nell'estate del 2001 inizia la sua lunga e straordinaria storia con la Juventus: per l'acquisto combinato del portiere e del terzino francese Thuram, la 'Vecchia Signora' arriva a sborsare a favore del Parma la cifra record di 105 miliardi di lire.
Nelle sue prime due stagioni in bianconero, vince 2 Scudetti e 2 Supercoppe Italiane consecutive. L'unica amarezza arriva in campo europeo, nella finale di Champions League del 2003 contro il Milan: nonostante le prodezze del portiere su Seedorf e Kaladze, la Juventus esce infatti sconfitta dalla lotteria dei rigori.
Nel 2006, lo scandalo 'Calciopoli' costringe la squadra alla retrocessione d'ufficio in Serie B e costa inoltre la revoca degli scudetti vinti nel 2005 e nel 2006. Il portiere decide di seguire il club anche nella serie cadetta, rifiutando molte offerte di società prestigiose pronte a ricoprirlo d'oro.
Conquistata l'immediata promozione in A, da Buffon, Del Piero e pochi altri 'senatori' riparte la lenta ricostruzione di una Juventus da scudetto; questo processo, a distanza di ormai 6 anni dallo scandalo, sembra dare finalmente i suoi frutti nella stagione attualmente in corso.
IN NAZIONALE - Fin da ragazzo, Gianluigi Buffon prende parte a tutte le rappresentative giovanili 'azzurre', dall'Under 15 all'Under 23. Nel 1996 vince l'Europeo Under 21 e, il 29 ottobre dell'anno seguente, fa il suo debutto in nazionale maggiore contro la Russia. Partecipa ai Mondiali di Francia '98 come secondo portiere. Con l'approdo di Zoff alla guida tecnica dell'Italia, conquista a soli 20 anni il posto da titolare, nonostante sia costretto a saltare gli Europei del 2000 per un infortunio alla mano. Da quel momento in poi, però, sarà presente in tutte le maggiori competizioni internazionali affrontate dalla nostra nazionale, compresa la vittoriosa spedizione in Germania per i Mondiali del 2006. Eletto capitano dall'attuale selezionatore Prandelli, quest'estate Buffon guiderà gli 'azzurri' ai prossimi Europei in Polonia ed Ucraina.
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Re:GIANLUIGI BUFFON
« Risposta #4 il: 03 Maggio 2012, 13:52:23 »
Il campionato sarà vero quando tornerà su la Juventus.

Il giorno dell'inaugurazione dello Juventus Stadium. Ho provato tante emozioni, tutte molto forti. Mi sono detto "ma in che società sto giocando". Sono riemersi pensieri che non mi toccavano da parecchio tempo. Ho risentito tutto l'orgoglio di far parte di un club con una storia unica, che fa tremare le gambe. Quella sera mi ha caricato a mille, è stata fondamentale a livello di motivazioni, è come se fossi tornato indietro nel tempo.

[Sul gol annullato al Milan in Milan-Juventus 1-1 del 25 febbraio 2012] L'azione è stata talmente convulsa e veloce che non mi sono accorto se fosse gol o no. E se anche se me ne fossi accorto, non faccio il figo e il bello, e ammetto che non l'avrei detto all'arbitro. Per il processo di beatificazione, più avanti.

Non voglio più sentire nulla su Calciopoli, il passato è importante ma il futuro lo è ancora di più.

Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.

Non ero abituato alla domenica senza pallone ma ho fatto in fretta a cambiare i ritmi.

Sono più impegnato quest'anno che in serie A: due o tre parate le faccio sempre, in passato la palla la toccavo ancora meno.

[Su Andrea Pirlo] Quando l'ho visto giocare ho pensato: Dio c'è, perché è veramente imbarazzante la sua bravura calcistica.

[Riferendosi all'arbitro Sebastiano Peruzzo dopo Juventus-Siena 1-1 del 5 febbraio 2010] Se mi vieni a chiedere se c'è un corner o no, ti dico che non c'era e lo assegni lo stesso, allora dimostri di non mantenere un comportamento serio, e mi invogli a cercare di imbrogliarti la volta successiva, per ottenere il massimo risultato possibile. Di certo non rischierei di perdere la mia onorabilità e la mia serietà per un calcio d'angolo; contro l'Udinese l'arbitro era in dubbio in una situazione simile, e io gli avevo detto che il corner per gli avversari c'era
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Re:GIANLUIGI BUFFON
« Risposta #5 il: 07 Maggio 2012, 10:37:16 »
Dedico questo scudetto a Camoranesi, Nedved, Trezeguet, Del Piero.
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