Autore Topic: Calciopoli: la fine del processo di Napoli  (Letto 32027 volte)

Offline solouncapitano

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #210 il: 08 Febbraio 2012, 10:35:40 »
ma qualcuno si e' letto le motivazioni?


Io finora sono riuscito a leggere solo un paio di paginette di sintesi e mi sembra assolutamente incredibile che possano essere le motivazioni di una sentenza di CONDANNA a 5 anni, sembrano piuttosto quelle di una sentenza di assoluzione. Con tutto il male che si puo' pensare della casta dei magistrati italiana, e io ne penso malissimo, la cosa mi sembra quasi surreale o forse mi sta sfuggendo qualche parte importante  delle motivazioni che non e' stata riportata.




Praticamente in una sentenza di condanna si legge nell'ordine:


1) La procura che ha istruito l'indagine l'ha fatto in maniera poco professionale, parziale e mirata, trascurando tutto cio che andasse contro la tesi precostituita
2) Non c'e' prova di neanche un azione che manipola in maniera diretta o indiretta risultati di partite o sorteggi arbitrali
3) Moggi parlava troppo con i designatori, cosi' come molti altri su cui la procura ha negligentemente omesso di indagare
4) La volonta di influire sulle partite viene desunta dall'utilizzo di schede svizzere acquistate da Moggi, peraltro non provato. Le schede svizzere non sono mai state intercettate quindi sul tenore delle conversazioni non c'e' nessuna prova.
In realta' aggiungo io, mi riesce molto difficile credere che dopo aver intercettato per mesi e mesi centinaia di migliaia di telefonate le merde che hanno condotto queste indagini si siano fermate davanti all'utilizzo di schede svizzere che ovviamente potevano suscitare i maggiori sospetti.
Molto piu' probabile che sia andata come descritto tempo fa da un ex-carabiniere sul corriere dello sport ovvero che le abbiano intercettate, ma non essendoci nessuna conversazione degna di nota, abbiano imboscato le intercettazioni per utilizzare la storia delle schede svizzere come elemento di prova che altrimenti sarebbe stato facilmente smontabile.


 Questo e' quello che sono riuscito a desumere dalle motivazioni e mi sembra sinceramente troppo surreale per essere vero, sarebbe interessante capire se c'e' altro visto che la cazzetta e il corriere dei piccoli hanno ovviamente fatto calare una cortina fumogena sul tutto.

Offline Doctor Who

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #211 il: 09 Febbraio 2012, 00:52:58 »
Tuttosport di oggi riporta un articolo pubblicato sul blog di depaola. significativo:

"Calciopoli, un nostro blogger spiega la sentenzaDal blog del direttore De Paola un post davvero illuminante su cosa siano e cosa significhino le motivazioni della sentenza su Calciopoli

TORINO. Dalla discussione alla divulgazione: estraiamo dal blog del direttore De Paola un post davvero illuminante su cosa siano e cosa significhino le motivazioni della sentenza su Calciopoli. Michelleroi è lo pseudonimo del nostro blogger, uno dei più fedeli al serpentone di opinioni che ci fa pubblicare oltre 50 migliaia di post ogni anno.

Cari amici del blog,
dopo la pesante mazzata inferta alle nostre speranze dalla lettura del dispositivo di condanna a carico di moggi&co, debbo dire che il contenuto delle motivazioni della sentenza napoletana va forse al di là di ogni ottimistica previsione e ci mette nelle obiettive condizioni di affermare che la nostra lettura di quanto accaduto nel dibattimento non era affatto errata. Con buona pace di tutti quei media (sappiamo quali sono) che, ieri ed oggi, si sono prodigati nello spiegare quali sono gli “elementi che hanno portato alla condanna di moggi”, anziché riportare le vere “novità” di cui alla decisione. Come ho già scritto a bianconero, mi rendo conto che vi sono aspetti della sentenza che costituiscono veri e propri tecnicismi, difficilmente comprensibili per chi è estraneo al diritto; direi di più: alcune affermazioni, pur giuridicamente giustificate, suonano male alle orecchie dell’uomo comune. Ma questa è la legge e, soprattutto, questa è l’interpretazione che gli organi designati (la magistratura) danno alla legge. In buona sostanza, cercando di semplificare il più possibile i concetti (anche a costo di qualche imprecisione) moggi e gli altri sono stati condannati per associazione a delinquere e frode sportiva, avendo realizzato un’organizzazione di persone -moggi come promotore ha avuto la pena maggiore- finalizzata ad alterare lo svolgimento della regolare competizione sportiva: la frode sportiva si è realizzata, e va perciò considerata “reato commesso”, nel momento in cui moggi ha posto in essere il semplice “tentativo” di condizionare il settore arbitrale, indipendentemente dal fatto che tale tentativo si sia tradotto, poi, in una alterazione del risultato del campo. In altre parole, moggi è colpevole di frode nel momento in cui “tenta” di costruire un rapporto privilegiato con bergamo, pairetto e gli arbitri, perché è lì che sorge il “pericolo” (la frode, appunto, è un “reato di pericolo”) che chi deve dirigere la partita non lo faccia con la necessaria imparzialità. E quali sono i comportamenti illeciti attribuiti a moggi? Non l’alterazione dei sorteggi, giudicata un’invenzione dell’accusa. E neppure le “ammonizioni mirate”. Sufficienti a concretizzare la frode è un mix di questi fattori: 1) l’influenza nella formazione delle griglie; 2) l’esistenza di telefonate -intervenute dopo le gare- di moggi con destinatari vari, nelle quali il primo difende l’operato degli arbitri che hanno diretto incontri della juve; 3) più di ogni altro, la consegna delle sim svizzere a designatori ed arbitri.

Questo è il passaggio della sentenza che, a mio avviso, spiega quanto ho appena esposto e che, allo stesso tempo, rappresenta il vero punto di rottura rispetto alle sentenze sportive 2006: “E’ convincimento del tribunale che sono sufficienti le parole pronunziate nelle conversazioni intercettate, quali trascritte al dibattimento, nel cumulo con il contatto telefonico ammantato di clandestinità, rappresentato dall’uso vicendevole delle schede straniere, per integrare gli estremi del reato, poiché, trattandosi di reato di tentativo, questo non ha necessità della conferma, CHE IL DIBATTIMENTO INVERO NON HA DATO, del procurato effetto di alterazione del risultato finale del campionato di calcio 2004/2005 a beneficio di questo o quel contendente, non potendo una tal deficienza considerarsi risolutiva….” (pag. 84).

Quell’inciso, da me riportato in maiuscolo, diventa fondamentale, tanto più in quanto trattasi di “precisazione non necessaria”. Pensateci bene: a che serve quell’affermazione, in tale contesto, ai fini processuali? A nulla. Non obbedisce al principio “in dubio pro reo”, perché qui i rei ci sono, e vengono puniti. Sotto un profilo giuridico, il concetto espresso dal Collegio sarebbe rimasto intatto anche senza la suddetta specificazione. Dunque, a che pro inserirla..? Per quale ragione si esplicita che il dibattimento non ha dato la prova dell’alterazione del risultato finale del campionato 2004/2005? Per saperlo con certezza occorrerebbe essere nella testa del Collegio ed io non lo sono. Quindi, azzardo, tenuto conto anche delle numerose altre bacchettate inferte dal Tribunale ai pm ed agli inquirenti: è come se i giudici dicessero ai pm “guardate che io debbo condannare, ma non posso consentire che dalla condanna si traggano conseguenze indebite”. Circa, appunto, la regolarità del campionato.

La rottura, rispetto alle sentenze 2006, è ancora più netta se si tiene a mente il fatto che i giudici sportivi giunsero a conclusioni diverse (per l’opera di moggi il campionato era stato alterato a vantaggio della juve) senza neppure avere il sostegno, sotto il profilo della motivazione, delle sim svizzere agli arbitri: furono sufficienti alla condanna, insieme alle intercettazioni “italiane”, le schede straniere consegnate ai designatori.

E non si venga a dire che la giustizia sportiva può emettere le proprie condanne su presupposti meno rigorosi rispetto alla giustizia penale perché l’assioma, se pur vero in generale, non c’entra nulla con ciò di cui si discute: infatti, non è in questione il fatto che moggi dovesse essere condannato dalla magistratura sportiva, bensì il fatto che moggi e la juve sono stati condannati per aver ottenuto a loro favore l’alterazione dei risultati del campo. Il che, come sappiamo oggi (e come molti di noi sostenevano già allora), è un falso evidente.

Moggi (come tutti) tentava di accaparrarsi il favore di designatori ed arbitri e lo avrà fatto con modalità che configurano il reato di frode sportiva, ma non è mai arrivato a “modificare” pro-juve l’esito delle partite: in assenza di questo presupposto, risulta evidente che le sanzioni irrogate nel 2006 appaiono prive di ogni logica e proporzione. Non si può infatti equiparare la pena prevista per un illecito commesso a quella stabilita per un illecito tentato ma mai realizzato. Nel processo calciopoli la juve è stata privata di due scudetti e retrocessa in B, con penalizzazione, con questa motivazione: “Per quanto concerne la pena da irrogare alla società Juventus occorre tener conto cumulativamente di una serie di fattori. In primo luogo deve porsi in rilievo il già ricordato carattere stabile e duraturo, nel corso della stagione sportiva 2004/2005, della condotta illecita ed antidoverosa dei propri dirigenti, del CONSEGUIMENTO DELL’OBIETTIVO DI CONDIZIONAMENTO A PROPRIO FAVORE DEL SETTORE ARBITRALE, DELL’ULTERIORE VANTAGGIO DELL’ALTERAZIONE DELLA CLASSIFICA E DELL’OTTENIMENTO DELLA VITTORIA DEL CAMPIONATO, DELLA RIMARCHEVOLE ED IRREPARABILE ALTERAZIONE DELLA PARITA’ DELLE CONDIZIONI DI CONTENDIBILITA’ DEL TITOLO SPORTIVO RISPETTO A MOLTE ALTRE SQUADRE…”. Cosa resta di queste considerazioni dopo la sentenza di napoli? Solo la prima imputazione. Le altre (vantaggio in classifica, ottenimento vittoria in campionato, rimarchevole alterazione della parità di condizioni) sono state spazzate via.

Ecco perché non posso seguire l’opinione, sul punto, di The Machine (la cui disamina della sentenza merita, comunque, un grosso plauso anche da parte mia): il caposaldo di ogni processo giusto, penale o sportivo che sia, è rappresentato dalla proporzionalità e congruità della pena. E se il processo sportivo ha irrogato alla juve pene “capitali” per un illecito che -ora lo sappiamo- capitale non era affatto, se ne deduce la palese ingiustizia. In questo senso, la sentenza di napoli “può” influire anche sull’esito di calciopoli. Bisogna vedere se i legali della juve riterranno questo argomento decisivo e sufficiente per proporre oggi istanza di revisione ex art.39 CGS o se invece considereranno più opportuno attendere l’esito di un appello penale che ipotizzano positivo per moggi.

Esaurito questo primo aspetto, che mi sembrava il più pregnante per i nostri colori, passo ad esaminare le ragioni delle condanne. Quanto alle ipotesi di frode sportiva, ho già spiegato, sommariamente, quali sono state le argomentazioni del tribunale. Le sim svizzere sono state il presupposto fondamentale, ma non il solo. I giudici lo hanno ritenuto decisivo nel momento in cui ad esso si sono affiancati altri elementi: ad esempio, nei capi di imputazione sub c (contestata frode per siena-juve 0 a 3, arbitro bertini) e sub d (contestata frode per juve-chievo 3 a 0, arbitro pieri) il contatto, dato per avvenuto tramite la sim svizzera in prossimità della partita, con i direttori di gara non è stato considerato sufficiente per configurare la frode perché, in assenza di altri riscontri, “la nota di clandestinità non appare sufficiente per la ricostruzione dello scopo di influenzare l’arbitro nella specifica partita. Valutata isolatamente, non consente di escludere che, nell’occasione, i contattanti si limitarono ai convenevoli”. Con conseguente assoluzione degli imputati.

Viceversa, nel capo di imputazione sub i (contestata frode per bologna-juve 0 a 1, arbitro pieri), il contatto clandestino con pieri –anche qui considerato come avvenuto- si completa, per determinare la configurazione del reato, con una telefonata di moggi al Processo di Biscardi nella quale il dg juve preme per far “assolvere” pieri e con una chiamata tra moggi ed il presidente del messina franza avvenuta dopo la partita: con tali intercettazioni è stato ritenuto “più che verosimile che moggi non risparmiò le indicazioni utili a deviare il corso dell’apprendimento dell’arbitro, da quel momento non più autonomamente indirizzato”. A commento, rilevo che le intercettazioni “di supporto” (quella a biscardi e quella con franza) sono intercorse DOPO il match, e quindi non si comprende come il tribunale possa affermare che “da quel momento” l’arbitro non era più autonomamente indirizzato; e se l’allocuzione “da quel momento” si riferisce invece ai contatti clandestini, allora ci ritroviamo nella stessa situazione che ha determinato le assoluzioni per i capi di imputazione sopra citati: esistono SOLO le telefonate “svizzere”.

Stesso discorso per il capo sub m (frode per juve-milan 0 a 0, arbitro bertini), nel quale il tribunale ha ritenuto provata la responsabilità degli imputati perché, oltre al contatto clandestino, vi sono due telefonate di moggi allo staff del processo di biscardi: “sono utili per condannare le conversazioni tra moggi e lo staff del processo del lunedì dirette ad ottenere una rappresentazione edulcorata di quanto accaduto sul campo, fino all’estremo della modifica del televoto”. E, da parte mia, stessi rilievi critici.

Ed idem, ancora, per il capo sub o (frode per cagliari-juve 1-1, arbitro racalbuto), con la condanna giustificata, oltre che dal possesso della sim svizzera, anche per le “accorate” difese post partita di moggi sull’operato dell’arbitro.

Due discorsi a parte meritano i capi di imputazione sub b (frode per udinese-brescia 1 a 2 del 26.09.2004, arbitro dattilo) e sub f (frode per juve-lazio 2-1, arbitro dondarini). Nel primo caso, il tribunale ritiene che la responsabilità si desuma (oltre che dalle solite telefonate moggi-processo di biscardi post partita), in modo preminente, “dall’uso di scheda straniera da parte dell’arbitro in un arco di tempo prossimo alla competizione sportiva, uso che nel caso di specie può essere sostenuto con un grado di probabilità prossimo alla certezza, dal momento che quella stessa scheda risulta essere entrata in contatto con la moglie del dattilo, la signora coluccio cinzia”. Qui c’è un’incongruenza, grossa come una casa: se si legge la sentenza resa a carico di giraudo nel processo abbreviato, con riferimento alla stessa partita udinese-brescia (per la quale anche giraudo viene condannato), si scopre che, a proposito della scheda svizzera in questione, il Giudice de gregorio così scrive testualmente: “Tale scheda iniziò a funzionare da novembre 2004, quindi dopo le partite di cui al capo B, ed il suo uso di rilievo per il processo durò sino al marzo 2005” (pag.123). Ora, è evidente che, se de gregorio ha ragione e la scheda data a dattilo iniziò a funzionare due mesi dopo udinese-brescia, viene meno il presupposto fondamentale per la condanna di moggi, che dovrà quindi essere assolto dal capo d’imputazione, insieme a dattilo.

Nel secondo caso, la condanna per moggi e per l’arbitro (a cui non è mai stata consegnata alcuna scheda svizzera, nemmeno per l’accusa) deriva unicamente dalle pressioni esercitate da moggi per inserire dondarini nella griglia dei tre arbitri da designare per l’incontro: “Questo è un antecedente che è solo reso meno efficiente dal mancato concorso del sorteggio truccato, poiché consente comunque l’accesso dell’arbitro gradito al sorteggio, con la possibilità di abbinamento alla squadra manifestante il gradimento… Non importa, dunque, che al dibattimento non è emerso che in nessun errore ebbe ad incorrere dondarini, a danno di questi e di quello, se il contenuto delle intercettazioni telefoniche consente di affermare che su quel campo dondarini avrebbe anche potuto non esserci…”. Non credo serva essere giuristi per capire quanto la motivazione della condanna sia tirata per i capelli. Del resto, la stessa terminologia usata dal tribunale per giustificare il convincimento appare un vero e proprio equilibrismo senza rete: “… circostanza, questa, che comunque, nella visione del tribunale, SEMBRA POSSA RICADERE nella previsione della norma penale, potendosi decifrare LA SIA PUR MARGINALE POTENZIALITA’ AD INCIDERE SULLA PARTITA” (il maiuscolo è, ovviamente, una personale sottolineatura).

Le stesse considerazioni, in linea di massima, valgono anche per la condanna inferta per il capo d’imputazione sub q (juve-udinese 2 a 1, arbitro rodomonti), nella quale “una incidenza, SIA PUR REMOTA, sull’andamento della partita poté in effetti derivare da quella che appare una smodata collaborazione tra bergamo e moggi nella formazione della griglia, nella quale collocare la partita, che accresceva la possibilità che fosse sorteggiato un arbitro gradito”. Trattasi della “celeberrima” grigliata moggi-bergamo, nella quale moggi gioca col designatore per individuare in anticipo i nomi degli arbitri. A cui si accompagnano, nel post-partita, le solite telefonate “salva-arbitro”.

Queste sono le frodi, accertate, nelle quali sono coinvolti moggi e la juve. A mio avviso, sotto un profilo strettamente giuridico, le condanne non sono un “abominio” (a parte quella di brescia-udinese, se risultasse vero che la scheda svizzera di dattilo risulta attivata solo due mesi dopo la partita), ma non risultano nemmeno fondate su argomentazioni eccessivamente solide. L’appello, insomma, è una partita che si può giocare. Diciamo che, facendo un paragone con un dentro/fuori di coppa, c’è il ritorno in casa con uno 1-3 da recuperare. Difficile, insidioso, ma non impossibile.

Un breve cenno, per chiudere, sulla condanna per “associazione a delinquere”. A me sembra eccessiva, alla luce delle risultanze processuali. Mi sbaglierò, ma non vedo come possa configurarsi un’organizzazione stabile, volta a conseguire il medesimo obiettivo, quando uno degli artefici -bergamo- ordina all’arbitro di inter-juve di danneggiare il capo dell’associazione stessa. O quando un associato come de santis entra ed esce dalla combriccola. Va da sé, in ogni caso, che l’imputazione è legata alla sussistenza delle frodi sportive: qualora in appello gli imputati venissero assolti dalla frodi, cadrebbe anche il reato associativo.

Ringrazio quanti hanno avuto la pazienza di leggere. Spero di aver contribuito alla comprensione della sentenza.

Michelleroi "
TESSERA N° 3   LARGO ALLA GIOVENTU'


Offline Il Sassaroli

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #212 il: 11 Febbraio 2012, 09:41:57 »
IL MONDO CAMBIA COL TUO ESEMPIO, NON CON LA TUA OPINIONE ...

Offline METRONOMO

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli: i misteri del video scomparso
« Risposta #213 il: 21 Febbraio 2012, 18:59:28 »
Leggete questo, tratto da "il Giornale" di oggi: autore Chiocci.

CALCIOPOLI - IL GIALLO DEL VIDEO-FANTASMA SPARITO IN PROCURACALCIOPOLI

La prova regina dello scandalo di Calciopoli che ha dato il là all'inchiesta su Moggi & co (le tenui motivazioni di condanna sono state rese note il 6 febbraio scorso) è un video. Che non si trova più. Il filmato ritrae, o meglio dovrebbe ritrarre, il taroccamento dei sorteggi arbitrali nella stagione 2004/2005. Il dvd girato il 13 maggio 2005 nel centro tecnico di Coverciano da uno dei carabinieri dell'indagine Off Side ha costituito materiale per la condanna a tre anni col rito abbreviato di Antonio Giraudo e di alcuni arbitri. Non solo.


È stato utilizzato dal magistrato Francesco Saverio Borrelli, allora inquirente della Federcalcio, per imbastire il processo sportivo del 2006 che ha stravolto il calcio italiano con la retrocessione della Juve e la revoca di due scudetti. E soprattutto ha rappresentato il perno d'accusa dei pm napoletani Narducci, Beatrice (e poi Capuano) nelle indagini e poi al dibattimento.

Un documento importantissimo. Peccato, però, che quella fondamentale ripresa audio-video nei fascicoli del rito ordinario e dell'abbreviato non c'è, nonostante della sua visione abbia parlato il pm napoletano Stefano Capuano nell'ultima udienza, l'9 novembre 2011: «Andate a vedere il filmato anche voi, il filmato parla chiaro (...) rappresenta esattamente quanto vergato dal maresciallo Ziino, l'ho visto io, era senza audio». Impossibile per le difese avere copia dell'originale.


Tant'è che la Corte d'appello di Napoli spiega che «il filmato da riprodurre non è in possesso di questa cancelleria» mentre il 23 gennaio 2012, la nona sezione del Tribunale, sottolinea che il video ce l'ha «l'ufficio di Procura dal 29 luglio 2009». Ce l'ha dunque il pm? La domanda ha un senso perché la stessa istanza, rivolta alla procura, è caduta nel vuoto. Perché non esce? E perché si è arrivati alle condanne (abbreviato, Federcalcio, Napoli) senza metterlo a disposizione degli imputati, lasciando a questi ultimi le fotocopie dei fotogrammi delle immagini estrapolate dal filmato?

Durante la camera di consiglio del processo napoletano, al giudice Casoria che secondo alcune indiscrezioni ne avrebbe preteso la visione, sarebbe stato risposto che no, al momento, non era possibile dare un'occhiata come suggerito dal pm. Le difese sono certe che la sequenza delle immagini riversate nel rapporto del maresciallo Sergio Ziino non rappresenta il cronologico svolgersi degli eventi di quella mattina.


Le foto sono mischiate. Ad arte o per sbaglio? Quel video è scomparso dalle aule giudiziarie ma è stato in parte trasmesso il 15 dicembre 2009, in una fiction de La7 su Calciopoli, poche ore dopo le condanne del rito abbreviato. E cosa si vedeva in quello spezzone? Che a differenza di quanto riportato nel rapporto del maresciallo, dove si asseriva che era stato il designatore Paolo Bergamo a estrarre la pallina «incriminata» dall'urna trasparente davanti a dieci giornalisti e altri testimoni (c'era pure un notaio), a tirar fuori la sfera dello «scandalo» è stato in realtà un cronista.

Nel caso specifico Riccardo Bianchi, della Provincia di Como. L'interessato, nell'udienza del primo ottobre 2010 a Napoli, affermerà: «Arrivai a Coverciano 15 minuti prima del sorteggio (...). Pairetto, come da procedura, ha estratto le pallina con le partite, mentre io ho estratto quelle coi nomi degli arbitri (...). Nessuno mi suggerì di muovere la mano a seconda di colpi di tosse, e certo Bergamo e Pairetto non mi indirizzarono in alcun modo: l'avessero fatto nei giorni precedenti avrei potuto fare lo scoop della vita e sarei diventato famoso. Il sorteggio fu regolarissimo».


Di questo giornalista nel rapporto non c'è traccia. O meglio «nella foto numero 9» che lo ritrae viene invece definito «dipendente Figc» che indossa una «divisa ufficiale della federazione». A prescindere dal fatto che Bianchi è in abiti civili, quel che è più grave è che viene immortalato a cose fatte, a sorteggio effettuato, con Bergamo intento a leggere il nome dell'arbitro. Mentre nella foto successiva, la 10, si vede il segretario della commissione arbitrale Manfredi Martino portare le buste per l'estrazione, a urne ancora vuote, col sorteggio ancora da fare.

Perché quest'inversione? Un abbaglio? Le coincidenze diventano troppe se si osservano le foto a seguire: nella numero «12» il tavolo è vuoto, le urne vuote, le sedie vuote, e dei designatori non c'è traccia. Le buste delle palline portate in quel momento da Martino sono intatte. All'improvviso, dopo un primo piano di Bergamo (foto 13), ecco la foto 14: tutti al loro posto, dietro al tavolo, buste intatte, urne vuote e il giornalista Bianchi pronto. Il clou arriva con la foto numero 17 quando, scrivono i carabinieri, «a Bergamo cade sul tavolo una pallina». In sentenza l'episodio dubbio viene platealmente ridimensionato.


Il sospetto che l'errata disposizione delle immagini non sia casuale nasce dal fatto che è la sequenza delle fotografie estratte dal video (fantasma) sembra fatta apposta - ad occhi disattenti - a dimostrare l'inciucio. Ma come poi dirà il giudice Casoria nel motivare la sentenza di condanna di Moggi «che il sorteggio non sia stato truccato è emerso in maniera sufficientemente chiara al dibattimento.

Incomprensibilmente il pm si è ostinato a domandare ai testi di sfere che si aprivano, di sfere scolorite, di altri particolari, se il meccanismo del sorteggio per la partecipazione a esso di giornalista e notaio era tale da porre i due designatori nell'impossibilità di realizzare la frode».

Per la cronaca nessun giornalista convocato per i sorteggi è stato interrogato durante le indagini. Quando sono sfilati al processo hanno smentito grossolanamente le elucubrazioni degli inquirenti. Che ci voleva ad ascoltarli prima? E ancora. Sui sorteggi taroccati i pm forse avrebbero fatto bene a dare un'occhiata all'archiviazione dell'inchiesta di Torino (pm Maddalena, estate 2004) nata su ipotesi di doping e finita ai presunti intrallazzi di Moggi, Pairetto e Giraudo (tutti assolti).


Bene: nella richiesta di archiviazione, poi accolta, si legge: «È uno dei designatori che materialmente estrae dall'urna la pallina della partita, mentre è materialmente un giornalista sportivo a estrarre dall'altra urna la pallina dell'arbitro (...). Data la presenza di un notaio e di un giornalista (mai lo stesso per ogni sorteggio) pare fortemente improbabile, se non del tutto inverosimile ritenere che i sorteggi fossero truccati».

In quell'inchiesta, per escludere intrallazzi nei sorteggi, fu determinante Manfredi Martino, segretario della Can (Commissione arbitrale di serie A) che per i pm di Napoli rappresenterà, al contrario, il teste chiave proprio sui sorteggi. Martino in dibattimento non ha fatto una gran figura. Nelle motivazioni viene definito prima «inaffidabile» e poi presentato dai pm «come colui che doveva far luce sulle irregolarità, quando ha solo prodotto un coacervo di risposte da presa in giro, tipo il colpo di tosse del designatore Bergamo nel bel mezzo del sorteggio dell'arbitro Collina, non imputato, per la partita Milan-Juve, nemmeno presente nei capi di imputazione».


"Quando ti siedi in un ristorante da 100 euro, non puoi pensare di pagare con 10 euro"

Offline J|Tuono

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #214 il: 05 Dicembre 2012, 13:59:53 »
Oggi c'è il processo per coloro che han chiesto il rito abbreviato, tra loro anche Giraudo

Offline J|Tuono

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #215 il: 05 Dicembre 2012, 19:31:50 »
Legali Giraudo: «Delusi da questa sentenza»

NAPOLI - "Al di là delle due assoluzioni ottenute, siamo molto delusi e sorpresi dalla decisione odierna. Non ci aspettavamo questo epilogo. Aspettiamo il deposito delle motivazioni della sentenza e certamente ricorreremo in Cassazione". Lo hanno dichiarato i difensori di Antonio Giraudo, l'ex ad della Juve, gli avvocati Massimo Krogh e Michele Galasso commentando la sentenza della Corte di appello di Napoli.

PIERI - "Come esce la classe arbitrale da questa vicenda? Vorrei fermare la mente su quello che è stata questa sentenza che ha dimostrato che la parte sana di questo mondo sono gli arbitri. Questa è la vittoria dell'Aia, non la mia, io ho perso comunque nel giorno in cui mi hanno tolto la possibilità di fare ciò che più amavo": così l'ex arbitro Tiziano Pieri ha commentato alla trasmissione 'Novanta minutì la sentenza di assoluzione nel processo di Napoli su calciopoli. "Ho passato anni difficili - ha aggiunto Pieri - ma oggi voglio ringraziare i mie avvocati, anche se dopo la sentenza di assoluzione il primo pensiero è andato alla mia famiglia. Bisogna pensare alle persone - ha continuato - qui si è giocato con il fuoco, con la vita di alcune persone che hanno subito ingiustamente. Ho rinunciato alla prescrizione coordinando questa decisione con i miei avvocati che hanno capito il mio desiderio di andare avanti in questi anni sempre a testa alta anche se non è stato facile". Soddisfatto anche l'ex assistente arbitrale Duccio Baglioni. "Sono felice per me e per tutti gli altri - ha detto, intervenendo a 'Novanta minutì- oggi è stata una giornata bella, dove la giustizia ha trionfato. Ho passato sei anni d'angoscia per un errore di segnalazione di un fuorigioco, è una cosa assurda. Mi aspetto l'assoluzione, ricordiamoci che siamo in un rito abbreviato, le difese in appello si faranno sentire e speriamo possano portare all'assoluzione anche degli altri". "Sono felice per me, ma anche per Lanese, Dondarini e Pieri - le parole dell'ex arbitro Marco Gabriele -. Sono convinto che tutti quanti noi siamo persone per bene, lo dimostrano i fatti che stanno uscendo fuori".

LEGALE DONDARINI - Paolo Dondarini, appreso dell' assoluzione di Napoli, ha "tirato un sospiro di sollievo", ma "nessuno gli potrà mai ridare quella parte di vita professionale ad alto livello internazionale che ha perso". Parola del legale dell'ex arbitro, l'avv. Gabriele Bordoni, che l'ha assistito fin dall'inizio della vicenda, nel 2006. Bordoni oggi ha rimarcato "quanto fossero fondate le nostre accuse rivolte alle indagini sulla loro incompletezza e che avevano portato ad una sentenza che aveva completamente stravolto l'evidenza". Dondarini, per il suo legale, "non era stato raggiunto da nessuno pregiudizio accusatorio" e "avevamo scelto l'abbreviato nella consapevolezza che nulla ci fosse". "Dondarini ha finito anticipatamente la sua carriera - ha aggiunto - ha perso i conseguenti guadagni. Era un arbitro internazionale di punta. E ha dovuto smettere, per di più con l'infamia di essere uno 'vendutò. Tutto questo è molto amaro: quando gli ho parlato era commosso, finalmente rivede la verita". 

LANESE - "Sono stati otto anni di sacrifici, ho vissuto momenti difficili e alla fine c'è stato il risultato che speravo da sempre": così Tullio Lanese, ex presidente dell'Aia (l'associazione degli arbitri) ha commentato la sentenza che lo assolve dalle accuse di "calciopoli" (in primo grado era stato condannato a due anni con rito abbreviato). Alla domanda se intende intraprendere iniziative per ottenere risarcimenti ha risposto: "Ora mi riposerò fino a gennaio, poi penserò cosa fare per tutto quello che ho subito". 

MOGGI - "Non so se questa sentenza sia la fine di Calciopoli. Certo che avendo assolto tutti mi viene da chiedere: o l'associazione a delinquere la facevamo solo in due, io e Giraudo, oppure è difficile continuare a crederci...". Così Luciano Moggi commenta a Panorama.it, la sentenza d'appello di questa sera su calciopoli. "Quando vengono a cadere i capi di imputazione su quasi tutte le partite - aggiunge Moggi - vuol dire che non è stato fatto nulla", considerato, in particolare che "vengono assolti gli arbitri. Cosa rimane?". Poi Moggi continua: "Mi fa piacere in particolare l'assoluzione dell'arbitro Pieri, due figli, incriminato senza aver mai commesso nulla. È per lui e per quelli come lui che ho lottato. Per qualche tempo ha anche fatto il commesso in un supermercato per tirare avanti. E poi penso all'altro arbitro Dondarini, una brava persona. Sono contento per gli arbitri perchè sono brave persone che non avevano nulla a che fare con me - conclude Moggi - se non per i contatti sul campo"

Fonte Tuttosport.com ( http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/calciopoli/2012/12/05-230803/Legali+Giraudo%3A+%26%23171%3BDelusi+da+questa+sentenza%26%23187%3B )



Parola agli avvocati del forum

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #216 il: 06 Dicembre 2012, 10:19:25 »
evidentemente non possono cacellare tutto sbugiardandosi completamente. La cassazione non servirà che a far passare altro tempo a favore dei legali che ci lavorano su, con tutto il rispetto per gli avvocati di sani principi.
IL MONDO CAMBIA COL TUO ESEMPIO, NON CON LA TUA OPINIONE ...

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #217 il: 08 Dicembre 2012, 18:06:48 »
Interessante spunto di Antonio La Rosa.

L’associazione a delinquere di “Franceschiello”

Lo stesso giorno di Shakthar – Juventus, a Napoli c’è stata pure lalettura del dispositivo di sentenza per la vicenda“Calciopoli”, in relazione agli imputati che avevano chiesto il cosiddetto “rito abbreviato”, Giraudo, Lanese, Pieri, Dondarini e altri. Come saprete già, sono stati tutti assolti, tranne Giraudo, che tuttavia, assolto per diversi capi di imputazione, è stato condannato solo per un capo, con riferimento alla partita Juventus – Udinese. Non è ancora il momento di andare oltre nelle valutazioni, anche in questo caso occorre aspettare il deposito delle motivazioni e capire perché Giraudo è stato condannato per una partita diretta da un arbitro, Rodomonti, assolto invece nel processo principale (quello Moggi e altri, per intenderci). Quello che è certo, nonostante la condanna di Giraudo, il teoremaaccusatorio anche stavolta, come nel caso della sentenza del processo contro Moggi, Bergamo, Pairetto ed altri, subisce ulteriori cedimenti, anche più rilevanti rispetto alla sentenza precedente. In sostanza, arbitri assolti, presidente dell’AIA assolto, Galliani, all’epoca presidente di Lega, mai indagato, Carraro presidente della FIGC mai indagato, rimane per ora solo la condanna a Moggi, i due designatori arbitrali, un solo arbitro, De Santis, per lapartita Lecce – Parma, e, dulcis in fundo, rigettate le domande di risarcimento danni contro la Juventus, come dire esclusione di ogni responsabilità della società bianconera per fatti ipoteticamente costituenti reato. Simpatico come si stadelineando questa fantomatica associazione a delinquere, composta da due dirigenti della stessa società, che non hanno praticamente favorito laloro società di riferimento, la Juventus; con la partecipazione di due designatori arbitrali che non riescono a condizionare gli arbitri, che vengono assolti tutti o quasi, tranne uno che pilota un pareggio … per favorire la Fiorentina; con una LegaCalcio non condizionata, visto che l’allora presidente non è stato neppure indagato, e con una FIGC che semmai provava a condizionare alla rovescia, telefonando, l’allora presidente, per chiedere che si sbagliasse a danno della Juventus. Comincio a credere che questa associazione a delinquere di “Franceschiello” (in onore ad uno che in quella città ci regnò qualche anno), fosse finalizzata solo ad organizzare cene tra di loro e giocare a briscoline, vistoche non riusciva a condizionare nessuno di quelli che contavano davvero, né riusciva ad orientare arbitri e risultati. E, dall’altro lato, mi pare che cominci a prendere forma in maniera più nitidala VERA associazione adelinquere di questa storia: QUELLA CHE HA ORGANIZZATO L’IMPOSTURA DENOMINATA CALCIOPOLI.

Fa riflettere...
Le telefonate tra Giacinto Facchetti e alcuni arbitri "costituiscono elemento importante per qualificare una sorta di intervento di lobbing da parte dell'allora presidente dell'inter nei confronti della classe arbitrale" e sono "significative di rapporto di tipo amicale e preferenziale" con "vette non propriamente commendevoli".

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #218 il: 09 Settembre 2015, 20:41:38 »
Avete letto le motivazioni?

Minchia, non sapevo che Moggi avesse gli stessi poteri di Riina o Provenzano, manco fosse un boss...
Le telefonate tra Giacinto Facchetti e alcuni arbitri "costituiscono elemento importante per qualificare una sorta di intervento di lobbing da parte dell'allora presidente dell'inter nei confronti della classe arbitrale" e sono "significative di rapporto di tipo amicale e preferenziale" con "vette non propriamente commendevoli".

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Offline duea

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #219 il: 10 Settembre 2015, 09:53:24 »
Da questa storia non ne usciremo mai.
Per quel che mi riguarda ho chiaro cosa sia successo. E aspetto con calma di brindare al trapasso di un pò di persone.
Intanto mi godo una squadra e una società che a 10 anni dal linciaggio mi ha già regalato 4 nuovi scudetti, 2 supercoppe italiane, 1, la decima, coppa italia, 1 finale di CL, e l'unico stadio in italia che possa fregiarsi di questo nome.


Offline Pete Bondurant

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #220 il: 10 Settembre 2015, 10:08:40 »
Da questa storia non ne usciremo mai.
Per quel che mi riguarda ho chiaro cosa sia successo. E aspetto con calma di brindare al trapasso di un pò di persone.
Intanto mi godo una squadra e una società che a 10 anni dal linciaggio mi ha già regalato 4 nuovi scudetti, 2 supercoppe italiane, 1, la decima, coppa italia, 1 finale di CL, e l'unico stadio in italia che possa fregiarsi di questo nome.
Tutto sommato quei 5 anni per essere competitivi di Blanc non erano campati in aria  _asd
Era un giorno magico e sei nata tu... Una fresca immagine e un nome GIOVENTU'

Offline duea

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #221 il: 10 Settembre 2015, 10:21:24 »
Tutto sommato quei 5 anni per essere competitivi di Blanc non erano campati in aria  _asd
Blanc aveva tanti difetti, ma un pregio gli va riconosciuto. Ha puntatto tutto il suo mandato sul nuovo stadio. E l'ha portato a casa.
Quindi un grazie io lo dico anche a lui. Anzi, un mercì.

Offline franco causio68

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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #222 il: 03 Ottobre 2015, 10:12:09 »
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Re:Calciopoli: la fine del processo di Napoli
« Risposta #223 il: 03 Ottobre 2015, 10:47:46 »
Ruggiero Palombo chi? Il sicario della Gazzetta che ogni tanto esce dalla fogna? Ma crepasse.
Le telefonate tra Giacinto Facchetti e alcuni arbitri "costituiscono elemento importante per qualificare una sorta di intervento di lobbing da parte dell'allora presidente dell'inter nei confronti della classe arbitrale" e sono "significative di rapporto di tipo amicale e preferenziale" con "vette non propriamente commendevoli".

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