Autore Topic: Il recupero di Robert Kubica  (Letto 24114 volte)

Offline Itto Ogami

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #135 il: 22 Gennaio 2013, 15:46:42 »

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #136 il: 24 Gennaio 2013, 17:33:55 »
Ha fatto un test su una Mercedes DTM...



A quanto pare ha girato mezzo secondo più veloce di Gary Paffett, campione DTM nel 2005.  :)

Grande Robert !  +clap

Offline J|Tuono

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #137 il: 28 Gennaio 2013, 13:53:06 »
http://video.repubblica.it/sport/spagna-kubica-torna-in-pista/117555?video

Non so se il braccio lo tiene così perchè dopo tutti quei giri era un po provato o boh..uno messo così come fai a metterlo alla guida?

Offline steferrari

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #138 il: 22 Giugno 2013, 11:07:57 »
Kubica: "Al simulatore ora faccio 3 Gp in sette ore!"
Il pilota polacco ammette che ha intesificato l'attività al simulatore Mercedes: gira anche di notte!



21 giugno 2013

E' in testa al WRC2 nel Rally Italia Sardegna con la Citroen DS3 RRC: Robert Kubica ha vinto cinque prove speciali su sei, nella terza ps ha toccato il posteriore e si è girato in testacoda, ma ha perso solo dieci secondi. Il pilota polacco sembra in gran forma e il suo adattamento al mondiale rally procede più veloce del previsto. L'ex pilota di Formula 1, però, non appena il capannello di colleghi di radio e televisioni si dirada accetta con piacere di parlare anche di altro che non siano gli sterrati nei quali si sta divertendo molto.

Robert hai provato ancora il simulatore della Mercedes di recente?
"Sì, è un'opportunità che mi hanno dato e la sfrutto con grande piacere".

Quindi il rapporto con la Mercedes sta proseguendo?
"E' molto positivo perché mi danno la possibilità di girare a lungo".

Questa è una notizia: riesci già a completare la distanza di un Gran Premio?
"Se è per questo ora sono in grado di fare tre Gran Premi in sette ore!".

Gli occhi gli brillano quando parla di F.1: si vede che è un amore non ancora finito, sebbene i rally gli stiano dando grandi soddisfazioni, nonostante l'esperienza limitata...
"Sia ben chiaro nel simulatore non si riproducono gli stessi carichi che si hanno in macchina, ma le forze applicate ai pedali e al volante sono al cento per cento quelli che sentono i piloti titolari quando sono in pista. E questo è molto importante per la mia ripresa".

Stai dicendo che adesso saresti in grado di guidare una monoposto di Formula 1?
"Un test di mezza giornata per il gusto di tornare al volante di una Formula 1 non mi interessa. Non mi piace fare le cose a metà: affronto sempre le cose in modo molto professionale. Non è il giro in giostra che mi interessa, mentre se mi venisse proposto un programma serio potrei essere tentato. Dovrei solo togliere qualche chilo di peso e allenare i muscoli del collo".

E quanto tempo ci vorrebbe per essere in forma per guidare in pista e non semplicemente al simulatore?
"Potrebbe bastare un mese e mezzo, ma non ha alcun senso fare le cose di corsa. Adesso alla sera, se ne ho voglia, mi concedo un piatto di pasta, diversamente tornerei al regime più stretto".

In attesa di rivederti su una F.1 in circuito che differenze hai trovato nella Mercedes attuale rispetto alle monoposto, tipo la Renault, che hai guidato per ultime?
"Non sono in grado di dare giudizi così specifici perché siete in molti a credere che dal simulatore si possano trarre più informazioni di quanto effettivamente sembri"..

In Formula 1 nessuno fa beneficenza: se ti fanno girare spesso e a lungo vuole dire che la tua "consulenza" è apprezzata...
"Se è per questo mi hanno fatto girare anche di notte - e ride di gusto - E sorride ancora...

Ci eravamo parlati l'anno scorso in estate e non eri pronto per entrare in un abitacolo di Formula 1, mentre ora il problema è stato superato...
"Devo dire che la parte anteriore dell'abitacolo Mercedes è piuttosto larga per cui si adatta alle mie caratteristiche".

Un altro indizio interessante...
"E, comunque, se mai farò un test su una Formula 1 lo imparereste subito: mi sembra che nel Circus ci sia ben poco che rimanga... segreto. Per cui se dovesse accadare sarete informati".

Nel frattempo hai avuto modo di testare la Citroen C4 per il WTCC?
"No, se volevo correre in turismo avrei scelto di gareggiare nel DTM, il campionato top della categoria. Nessuno mi ha chiesto di fare un test per il WTCC. Non dimenticare che sono solo un cliente Citroen...".

E se la Casa francese te lo chiedesse, qualora dovesse dare il via al programma con la C4, saresti disponibile?
"In quel caso, se mi chiedessero di dare un contributo al progetto non mi tirerei indietro, ma non ne abbiamo mai parlato".

Lo chiamano: Robert va a timbrare per uscire dal Riordino di Olbia: ci sono ancora due prove speciali da disputare. E vuole chiudere la giornata da leader del WRC2. In bocca al lupo, Robert. E arriverdi in pista. Prima o poi...

omnicorse.it

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #139 il: 28 Ottobre 2013, 11:08:16 »

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #140 il: 06 Febbraio 2017, 15:24:16 »
Kubica esclusivo: "Ora sarei in grado di guidare una Formula 1!"
Il campione polacco parla con Motorsport.com a sei anni dal terribile incidente che lo ha condizionato: Kubica si mette in gioco disputando il WEC con la LMP1 del team Kolles: "Se riuscirò a fare bene potrò puntare a guidare anche altri Prototipi".



Sei anni fa, in queste ore, Robert Kubica lottava per sopravvivere nell’ospedale di Pietra Ligure. E’ trascorso molto tempo dal terribile incidente di cui fu vittima il pilota polacco nel rally di Andora del 2011, un lungo periodo in cui Kubica ha soprattutto cercato delle risposte.

Quando le condizioni fisiche gli hanno permesso di tornare a indossare casco e tuta, Robert si è immerso nel mondo dei rally, cimentandosi per tre anni sul palcoscenico del Wrc tra alterne fortune. Poi, ecco il richiamo della pista.

Un ritorno in punta di piedi, con apparizioni spot in contesti differenti ed apparentemente senza un filo logico. Ma in realtà sono state esperienze mirate, e con l’unico obiettivo di capire fin dove avrebbe potuto spingersi.

La scorsa settimana è arrivato, un po’ a sorpresa, l’annuncio dell’accordo con il team Kolles che porterà il polacco nel WEC alla guida di una vettura LMP1. Una scelta che sa di sfida, arrivata dopo trattative su altri fronti che non si sono concretizzare come Kubica avrebbe voluto. Una scelta da valutare nel lungo periodo, ma arrivata soprattutto grazie alla voglia irrefrenabile di rimettersi in gioco.

Vista dall’esterno la sfida di sposare il team Kolles sembra essere molto impegnativa...
“Se guardiamo i risultati del 2016 è vero, visto che sia la performance che l’affidabilità non sono state delle migliori, ma nel 2017 la squadra porterà in pista una vettura nuova, con un power train Nismo, una base tecnica che può far sperare in un passo avanti importante".

"Sappiamo che non saremo in grado di confrontarci con le squadre ufficiali, ma dal mio punto di vista questo programma è una chance importante per iniziare a conoscere un contesto molto particolare come quello delle gare Endurance. Poi si vedrà...”.

Nello scorso mese di novembre hai provato la vettura di Kolles in Bahrain. Quanto è stato importante quel test nella decisione che hai preso per il 2017?
“So che se riuscirò a completare al meglio degli stint lunghi con la LMP1 di Kolles sarò pronto per guidare anche altre macchine della categoria. Dico questo perché è una vettura che ha poco grip, quindi è difficile da gestire. Quando sono sceso in pista in Bahrain dopo i primi due stint mi sono detto che i piloti del team avevano fatto un buon lavoro nel corso della stagione, perché è una vettura che ti spreme, fisicamente e mentalmente".

"Le curve durano il doppio di quello che sei portato a pensare, inizi a lottare quando entri, e la curva sembra non finire mai. Non è facile, ma proprio per questo è un buon allenamento. Poi prima di quel test non sapevo come avrei reagito fisicamente al volante di una vettura con la guida a destra, ma è andata bene. Con qualche piccola modifica riesco a fare tutto al meglio”.

Per chi ha dei trascorsi in monoposto, uno degli aspetti più atipici al momento del passaggio nel mondo Endurance è quello di dividere la vettura con altri piloti. Come affronterai questa novità?
“E’ in effetti una cosa nuova, ma credo che alla fine tutto dipenda dai compagni che hai. Anche sotto questo aspetto, per chi come me non ha esperienza nel contesto, credo sia meglio iniziare da una squadra che non ha ambizioni da primato. Detto questo, abbiamo le nostre sfide personali, magari difficili da cogliere dall’esterno. Per quanto mi riguarda, voglio concludere i weekend di gara con la convinzione di essere riuscito a tirare fuori il massimo dalla machina, nell’interesse del team e dei compagni”.

Nel 2016 sei tornato in pista in contesti molto differenti...
“E' vero. Non nascondo che il 2016 sia stato per me un anno quasi sabbatico. Ho disputato delle gare soprattutto mirate ad avere risposte sulle mie condizioni fisiche. Ho iniziato la stagione disputando la 12 ore del Mugello con la Mercedes SLS GT. Una macchinone confortevole, che mi ha permesso di ricavare dei feedback importanti. Ho visto dove dovevo migliorare, e piano piano ho pianificato altre apparizioni come a Spa, con la Renault RS01. Poi ho guidato a Vallelunga, sempre con la stessa vettura, per mettermi alla prova su stint lunghi, ed infine nella 24 ore di Dubai dove ho avuto altre conferme che cercavo. Ho corso in squadre di amici, senza pressioni, perché alla fine il mio obiettivo era quello di capire come reagiva il mio fisico alle varie condizioni”.

Hai avuto le risposte che cercavi?
“Ero e sono un “racer”, che in passato era abituato a lavorare con grandi professionisti. Oggi sto iniziando un nuovo percorso, e devo essere in grado di adattarmi a contesti differenti. Negli ultimi anni ho ricevuto molte offerte per essere al via di gare, ma ho sempre dovuto mettere la condizione di disputare almeno un test prima del weekend di gara. Devo conoscere il mio fisico, e non potevo dire sì senza avere le certezze di poter far bene. Voglio sapere se incontrerò delle difficoltà, e capire come poter affrontare eventuali problemi. Ora mi sento pronto”.

Negli ultimi anni non hai mai desiderato tornare al volante di una monoposto?
“Tre anni fa mi hanno offerto di provare una Formula 1, ma in quel momento non avevo la certezza di poter far bene. E’ vero che certi treni possono non passare più, ma ho sempre voluto essere sicuro di quello che mi accingevo a fare, e se non ho certezze è meglio lasciar perdere. La mia situazione fisica non è comune, poche persone hanno vissuto vicende simili, ed ognuno reagisce in modo differente, siano in un contesto in cui le reazioni sono molto personali”.

Oggi accetteresti l’invito a risalire su una Formula 1?
"Si, oggi risponderei diversamene, proverei una Formula 1. E’ passato del tempo, ho avuto modo di mettermi alla prova, e credo che potrei farlo bene. Riproverei soprattutto per rivivere il brivido che una monoposto di Formula 1 trasmette. Ho provato molti simulatori, e sono convinto che sull’80% delle piste del Mondiale potrei guidare, però non su tutte. C’è anche da sottolineare che provare una monoposto di Formula 1 in un test è una cosa, mentre in un weekend di gara è tutt’altra".

"Nelle mie ultime tre stagioni di Formula 1 ero arrivato ad un livello di performance notevole, un livello che mi manca un po’. Nel 2010 con Renault credo di non aver sbagliato nulla, e per arrivare a quel livello di resa bisogna lavorare tanti anni. Nei rally mi è mancato proprio questo aspetto, ovvero il tempo per prepararmi al meglio, tutto è stato fatto troppo in fretta”.

Avrai sicuramente verificato anche le piste del calendario WEC. Ci sono tracciati che per te saranno più impegnativi di altri?
“Credo di potermela cavare bene. Dopo il test in Bahrain ho verificato l’angolo di sterzo, e non dovrebbero esserci problemi. Oggi sono certo di essere a posto al 90%, e il 10% restante credo che sia un margine colmabile”.

Tornando ai Rally, è ormai un capitolo chiuso?
“Non del tutto, ma il mio approccio è un po’ cambiato. Ora do priorità alla pista, ma non escudo di poter tornare al volante in qualche rally. Dipenderà dalle opportunità, ma se ci saranno le condizioni perché no… ma se parteciperò, sarà esclusivamente per piacere personale”.

C’è più politica in F.1 o nei rally?
“Domanda difficile. Diciamo che ho trovato molto meno politica in F.1 rispetto a quello che la gente immagina. E allo stesso tempo, un mondo dei Rally un po’ diverso da quello si è portati a credere…”.


Roberto Chinchero

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #141 il: 06 Febbraio 2017, 16:21:43 »
Sarebbe interessante vederlo cimentarsi in Formula E

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #142 il: 20 Aprile 2017, 13:50:32 »
Esclusivo: Kubica torna su una monoposto dopo 6 anni a Franciacorta



Il pilota polacco oggi ha completato oltre 70 giri al volante di una GP3 della Trident. "Senza nulla togliere alle ruote coperte, risentire queste sensazioni è davvero stupendo" ha commentato Robert.

Dopo oltre sei anni Robert Kubica è tornato al volante di una monoposto. Lo ha fatto oggi, sul circuito di Franciacorta al volante di una GP3 del team Trident. Un test che il pilota polacco aspettava da tempo. "L’idea l’avevo in testa da un po’ – ha confermato dopo la prova – ed ho scelto una condizione non proprio semplice per tornare al voltante di una monoposto. Il circuito di Franciacorta non è proprio il meno faticoso, e la GP3 è una vettura senza idroguida. Ma sono contento di aver avuto questa possibilità".

Kubica ha percorso oltre settanta giri, e alla fine ha sfruttato la pista fino all’ultimo minuto nel ‘run’ conclusivo. "Sono contento di quello che ho visto – ha raccontato - anche se chiaramente ci sono tante cose che si possono migliorare. Sul fronte fisico e della preparazione molti aspetti si possono migliorare, mentre per quanto riguarda i miei limiti sono ad un buon punto".

Ma è sul fronte delle sensazioni di guida che Robert ha avuto le parole più entusiaste: "Sono tornato nelle acque in cui ho nuotato per tanti anni, e devo dire che la sensazione è davvero bella. Confermo di essere stato sorpreso, perché dopo così tanto tempo il feeling con l’asfalto e le sensazioni che ricordavo sono tornate subito a galla. Anche se la prova è stata estrema, ho ritrovato quel feeling che solo la monoposto sa dare. Senza nulla togliere alle ruote coperte, per un pilota che ha vissuto tantissimi anni sulle monoposto, risentire questa sensazione è davvero stupendo".

Roberto Chinchero

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Buona notizia, chissà se ha fatto questa prova per verificare se ci sono i presupposti per un eventuale rientro in F1... sarebbe bello.

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #143 il: 05 Giugno 2017, 16:23:26 »

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« Risposta #144 il: 06 Giugno 2017, 20:04:53 »






Ben 115 giri per Robert a Valencia...  :o
Con tanto di prove di partenza, prove di qualifica e long-run...

Interessante.  ::)

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #145 il: 06 Giugno 2017, 22:38:33 »
E fantastico rivederlo in pista +clap
Le telefonate tra Giacinto Facchetti e alcuni arbitri "costituiscono elemento importante per qualificare una sorta di intervento di lobbing da parte dell'allora presidente dell'inter nei confronti della classe arbitrale" e sono "significative di rapporto di tipo amicale e preferenziale" con "vette non propriamente commendevoli".

SENZA FACCHETTI = NIENTE SCUDETTI !

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #147 il: 08 Giugno 2017, 16:53:09 »
La Formula E è li che lo aspetta.

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #148 il: 08 Giugno 2017, 17:09:10 »
Speriamo F1.  :)
Sarà dura, però dopo 115 giri un po' di speranza c'è... sarebbe bello vederlo in qualche venerdì... lo aiuterebbe a capire se la cosa può essere fattibile in ottica 2018.

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Re:Il recupero di Robert Kubica
« Risposta #149 il: 10 Giugno 2017, 21:07:56 »


 :)

 


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