Autore Topic: Milos Krasic  (Letto 13772 volte)

Offline J|Tuono

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Re:Milos Krasic
« Risposta #30 il: 18 Ottobre 2010, 18:46:47 »
Secondo voi, di quanto dobbiamo tornare indietro nel tempo per ritrovare alla Juve un'ala così forte e continua nelle prestazioni?

Continuo magari no, ma per tipo di giocatore, forse bisogna tornare a Boniek

Offline AlexTheKid

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Re:Milos Krasic
« Risposta #31 il: 18 Ottobre 2010, 21:56:56 »
krasic da vecchio

NOOOOOOOOOOO ahahahah ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D mitico dolph...
«Vinca la Juve o vinca il migliore? Sono fortunato, spesso le due cose coincidono». L' Avvocato

Offline dedajuve

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Re:Milos Krasic
« Risposta #32 il: 19 Ottobre 2010, 11:31:55 »
TORINO, 19 ottobre - Che in campo sia di un altro pianeta non occorre essere degli esper­ti di calcio per capirlo: quando punta l’avversario lo supera con la stessa fa­cilità con cui un adulto su­pera un bambino nelle partitelle che si fanno nei parchi la domenica matti­na, quando le porte hanno le maglie arruffate al po­sto dei pali. La verità è che Krasic detto la Furia Bionda, Lama rotante, Bep Bep, MilleMilos e quant’altro è di un al­tro pianeta anche sen­za scarpe coi tacchet­ti.

ALTRO PIANETA - Ieri, presentatosi puntualissimo allo Juve Store della centralissima via Garibaldi, ha vis­suto un’ora di full immersion in mez­zo ai tifosi con una disponibilità, educazione e gentilezza che non è ro­ba da calciatori, meno che meno italiani. Così alla mano, pare uno del ba­sket. Timido di suo e fre­nato dal fatto che non par­la italiano e capisce poco l’inglese, Milos ringrazia uno a uno i fortunati che riescono a entrare nel ne­gozio per farsi firmare magliette, palloni, cappel­lini e altro con una mimi­ca facciale che è tutto un programma.

FACCIA DA PAGGETTO - Sotto la chioma bionda, quel suo viso da paggetto che ispira fiducia e ricorda il protagonista de “ I ra­gazzi della via Pal” regala allegria e tenerezza. E’ lui più in imbarazzo di chi aspetta con ansia l’auto­grafo o la foto. Dietro al bancone dello store, pen­narello nero che viaggia veloce come le sue gambe sulla fascia, ogni volta si avvicinava abbracciando il tifoso di turno per la po­sa ricordo che stampa au­tomaticamente un sorriso a 32 denti. Toccano il cielo con un dito Daniela, Dilet­ta, Gabriel, Matteo, Ro­berto e tanti altri. Come quella ragazza cinese che dopo essersi fatta firmare la maglia, in un nanose­condo fa spuntare come per magia sul banco anche un pallone e strappa la re­gola ferrea: una persona­una firma. Nessuna cattiveria gratuita ma la volontà di permettere a più persone di vivere una giornata speciale. Perchè nell’ora in cui MIlos si in­trattiene, almeno cinque­cento persone restano fuo­ri dal negozio inneggiando al nuovo idolo e invitando tutti a saltellare, pena il diventare tifosi di un’altra squadra con le strisce ver­ticali sì, ma con altro abbi­namento cromatico oltre al nero. Milos sente e si di­verte, sorride alla cassie­ra che è al suo fianco e al direttore del negozio che lo aiuta a stendere le ma­glie per poter firmarle me­glio con l’indelebile.

UN OCCHIO A CAUSIO - Solo una brevissima pau­sa di mezzo minuto dove la sua attenzione è cattu­rata dai televisori che al­l’interno del locale tra­smettono azioni di gioco di una Juve Anni 70. Lo sguardo va verso l’alto e Krasic sottolinea una gio­cata di Causio con le so­pracciglia che avvicinano l’attaccatura dei capelli, per un dribbling secco del Barone con assist a segui­re in mezzo all’area. Già, niente male quel’uomo coi baffi decisamente più bas­so di lui ma ugualmente efficace. Un pensiero e via, di nuovo a testa bassa per firmare il proprio co­gnome su gadget rigorosa­mente bianconeri. Sessan­ta minuti a tu per tu con chi ha iniziato ad amarlo e coccolarselo come il nuovo Supereroe della Juventus. Un incontro ravvicinato del terzo tipo dopo quello che volle fortemente nella giornata must di Villar Perosa, quando per non perdere il vernissage si pagò un charter privato utile a portarlo a Torino giusto in tempo per il pri­mo pomeriggio da juventi­no vero. Ieri, invece, a chiudere l’happening nel cuore di Torino, un salto sul balcone sopra il nego­zio a salutare la folla che immediatamente s’in­fiamma arrossendo le sue gote.

ACQUA E SAPONE - Dav­vero un calciatore d’altri tempi questo Milos Kra­sic, per il suo modo di fare. A pensarci bene è quasi un peccato che stia andan­do a scuola di italiano. Quando inizierà a capire come in realtà funziona il mondo tra i suoi colleghi, giocoforza verrà inquina­to da malvezzi nostrani. La speranza è che non si faccia omologare. Il suo sguardo, però, fa pensare che alla fine potrebbe vincere lui. Con il suo fare acqua e sapone e l’atteggiamento di chi non perde un secondo per far capire che è lui quello che deve dire grazie. Alla società che lo pa­ga, certo, ma an­che e soprattutto ai tifosi che vanno matti per le sue accelerazioni a trazione integrale. Sì, il sogno si è av­verato. La paura di non essere all’altez­za è svanita. Milos Krasic può stare tranquillo: è da serie A. E’ da Juve. E alla fine, a un padre che si fa firmare l’autografo per il figlio Edoardo chiedendogli in inglese se gli sembra di vivere un so­gno, replica allargando il sorriso e fermando il pen­narello a mezz’aria: « Sì. It’s a dream » .

tuttosport
« Ultima modifica: 19 Ottobre 2010, 12:03:32 da Milos »
....per quanto mi riguarda non ci può essere la parola "CONTRO" in mezzo alle parole "Del Piero" e  "Juventus". Il rapporto con i tifosi della Juventus non si è mai interrotto e mai si interromperà. Per me la Juve era e sarà sempre "One Love" ;) :D :-*

Offline Pete Bondurant

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Re:Milos Krasic
« Risposta #33 il: 19 Ottobre 2010, 11:34:58 »
Deda ricordati sempre la fonte!

Anche se si intuisce: ste stronzate qua:
Citazione
Sotto la chioma bionda, quel suo viso da paggetto che ispira fiducia e ricorda il protagonista de “ I ra gazzi della via Pal” regala allegria e tenerezza.
Le può scrivere solo Tuttosport  _asd
Era un giorno magico e sei nata tu... Una fresca immagine e un nome GIOVENTU'

Offline Gobboavita

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Re:Milos Krasic
« Risposta #34 il: 19 Ottobre 2010, 16:40:26 »
E' un giocatore straordinario.
Se penso al Camoranesi degli ultimi 3 anni... :( :( :( :( :( :( :(
Amo solo il bianconero.
Tutto il resto è odio vero

Essere tifoso della Juve e' avere il mondo contro dopo una vittoria, non avere gli avversari che ti picchiettano sulla spalla e ti dicono ..."beh,dai 2 anni fa eravate in B...." ( Col. Samuel Trautman )

Offline Itto Ogami

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Re:Milos Krasic
« Risposta #35 il: 19 Ottobre 2010, 16:41:31 »
Se penso al Camoranesi degli ultimi 3 anni... :( :( :( :( :( :( :(

Perchè farti del male _asd

Offline Gobboavita

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Re:Milos Krasic
« Risposta #36 il: 19 Ottobre 2010, 16:42:56 »
Perchè farti del male _asd

Impulsi sadomaso... ;D ;D ;D _asd _asd _asd _asd
Amo solo il bianconero.
Tutto il resto è odio vero

Essere tifoso della Juve e' avere il mondo contro dopo una vittoria, non avere gli avversari che ti picchiettano sulla spalla e ti dicono ..."beh,dai 2 anni fa eravate in B...." ( Col. Samuel Trautman )

Offline KaowDam

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Re:Milos Krasic
« Risposta #37 il: 19 Ottobre 2010, 16:53:36 »
Boksic non vedeva la porta?  ???
...diciamo moolto raramente...
faceva delle giocate ...si, devastanti direi che è la parola giusta ma poi sotto porta il più delle volte ... :-X   ...però faceva segnare molto anche gli altri, percui sicuramente positivo

Offline Alessandro10

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Re:Milos Krasic
« Risposta #38 il: 19 Ottobre 2010, 23:36:47 »
...diciamo moolto raramente...
faceva delle giocate ...si, devastanti direi che è la parola giusta ma poi sotto porta il più delle volte ... :-X   ...però faceva segnare molto anche gli altri, percui sicuramente positivo
+Quote
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Re:Milos Krasic
« Risposta #39 il: 20 Ottobre 2010, 01:51:16 »
...diciamo moolto raramente...
faceva delle giocate ...si, devastanti direi che è la parola giusta ma poi sotto porta il più delle volte ... :-X   ...però faceva segnare molto anche gli altri, percui sicuramente positivo

Alain Boksic......che cazzo di giocatore!!! :o peccato sia stato poco da noi..

Milos Krasic......che cazzo di giocatore!!! :o  _asd

Offline Quattordici

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Re:Milos Krasic
« Risposta #40 il: 20 Ottobre 2010, 12:49:20 »
...diciamo moolto raramente...
faceva delle giocate ...si, devastanti direi che è la parola giusta ma poi sotto porta il più delle volte ... :-X   ...però faceva segnare molto anche gli altri, percui sicuramente positivo

La ns cazzata fu farlo giocare da unica punta centrale...

...giocatore che ho apprezzato tantissimo. Impiegato da seconda punta o attaccante esterno non aveva eguali

Offline Midnight

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Re:Milos Krasic
« Risposta #41 il: 20 Ottobre 2010, 16:52:52 »
ha sempre pagato il fatto di aver segnato tipo 20 gol un anno all'OM

Offline Alessandro10

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Re:Milos Krasic
« Risposta #42 il: 20 Ottobre 2010, 18:54:51 »
tornando in tema





le prime di Krasic!!!  +clap
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Offline dedajuve

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Re:Milos Krasic
« Risposta #43 il: 24 Ottobre 2010, 17:16:12 »
www.tuttosport.com

Milan Jovanovic, attaccante del Liverpool, ha giocato, vissuto, riso, pian­to, insieme a Milos. Che sarebbe diventato un fuoriclasse, lui l’aveva capito al primo allenamento, quando un Krasic poco più che quindicenne aveva sparato un dribbling incantan­dolo: «Mai visto così tanto talento in un ragaz­zino»

Milan Jovanovic, ci raccon­ta come ha conosciuto Milos Krasic e come siete diventa­ti amici per la pelle?
«Una scena che non scorderò mai. Era il 1999, eravamo nel pensionato dove vivevano i gio­vani della Vojvodina a Novi Sad. Milos era arrivato da po­chi giorni quando ci fu il primo bombardamento della Nato sulla città. Tutti i ragazzi scap­parono nei rifugi sotteranei, io rimasi nell’appartamento. Non so perché, a pensarci ora è una follia, ma allora volevo vedere cosa stava succedendo alla città e volevo stare davanti al­la la tv che dava aggiornamen­ti in tempo reale. Poi mi giro e vedo che non sono solo. C’era Milos, che era il più giovane di tutti, aveva 15 anni, ma era lì con me: voglio vedere anche io».

Non aveva paura?
«Certo che aveva paura. Avevo una paura fottuta anche io, quelle erano bombe vere, ma sfidavamo quella paura oppo­nendo tutto il coraggio che riu­scivamo a trovare. Forse pen­savamo che se fossimo stati ab­bastanza coraggiosi le bombe non sarebbero mai cadute sul nostro appartamento».

Quel pomeriggio vi ha lega­ti indissolubilmente?
«Quel pomeriggio è iniziata la nostra amicizia. La vita e il cal­cio l’hanno cementata negli an­ni: ora per me Milos è un fratel­lo minore, una persona di fa­miglia. D’altra parte fu proprio suo padre a dirgli:“segui quel­lo che ti dice Milan” quando lo portò alla Vojvodina di Novi Sad. La Stella Rossa l’aveva scartato dopo un provino, ma il padre non voleva tenerlo a Mi­trovica nel Kosovo, troppo peri­coloso allora. Così lo portò a Novi Sad dove giocava anche suo fratello maggiore. Il padre, quindi, mi conosceva e disse: "Stai con tuo fratello e segui i consigli di Jovanovic"».

E lei che consigli gli diede?
«Beh (ride) il primo è stato: non ascoltare gli allenatori. Non se­guire nulla di quello che ti di­cono. Non esattamente un con­siglio da persona saggia, no? Ma avevo una buona ragione».

Quale?
«La prima volta che l’ho visto su un campo da pallone ho ca­pito subito che era un grande. In quel preciso momento ho avuto la certezza, la certezza vi dico, che sarebbe diventato un grande campione. Mai visto un così cristallino talento in un giocatore. Era ed è probabil­mente uno dei talenti migliori degli ultimi vent’anni e non vo­levo che gli allenatori lo bru­ciassero con le loro manie tat­tiche del calcio a un tocco o due. Gli dicevo: vai Milos, sogna e dribbla, sogna e dribbla, non pensare al calcio a due tocchi, tu sei fatto per stupire».

Le ha dato retta...
«E io non sono sorpreso di quel­lo che sta facendo alla Juve. Anzi, sono qui che aspetto che vi mostri molto di più, per ora ha espresso solo una parte del suo talento. Vedrete, vi stupirà ancora. A voi...».

Cos’ha di così magico?
«Lui non deve pensare a quel­lo che fa: è tutto naturale, è tut­to istinto. Non perde tempo a ragionare, le gambe vanno da sole e sanno cosa fare: saltare l’uomo. E ora è anche un gioca­tore disciplinato dal punto di vista tattico, ora fa bene ad ascoltare l’allenatore. Ora che è diventato un fuoriclasse, non corre più il rischio di diventare un giocatore industriale come sarebbe diventato se dava ascolto agli allenatori d’allora».

Dopo le giovanili, nelle qua­li non avete mia giocato in­sieme, vi siete ritrovati nel­la prima squadra della Voj­vodina. Com’è stata la pri­ma volta con lui in campo?
«Ero emozionato per il mio amico. E lui lo era per il debut­to. Io avevo diciotto anni, lui se­dici. E, sapete, non era ancora così forte e veloce: lo è diventa­to con gli anni, allenandosi e facendo molta palestra. Poi sia­mo andati a Mosca e anche se giocavamo in due squadre di­verse, io nella Lokomotiv e lui nel Cska vivevamo pratica­mente nello stesso apparta­mento. Anche ora, in Naziona­le, dividiamo la stessa camera e non riesco mai a dormire».

Russa?
«No, ti fa ridere! Voi non pote­te ancora saperlo perché Milos non parla italiano, ma ha un senso dell’umorismo travol­gente. Scherza in continuazio­ne, tiene sempre lo spirito alto, è la locomotiva che traina il gruppo verso l’atmosfera giu­sta. E’ difficile spiegarvi le sue battute, tipico umorismo ser­bo, ma penso che riuscirà a far­vi ridere pure in italiano. Date­gli solo il tempo di impararlo».

Ci racconta qualcosa che non sappiamo di lui.
«Allora vi racconto quello che ho scoperto anche io quest’e­state al Mondiale. Dopo la sconfitta contro il Ghana ho co­nosciuto un altro Krasic. Era triste, arrabbiato, l’ho visto piangere per la delusione e l’ho visto tirare fuori tutti quei sen­timenti sul campo di allena­mento nei giorni successivi. Tutta la maledetta voglia di ri­vincita che aveva è riuscita a trasmetterla alla squadra co­me sa fare con il buon umore. E in campo, contro la Germa­nia, è stato pazzesco: sì, è vero, il gol di quella vittoria storica per tutto il nostro Paese l’ho se­gnato io, ma Milos li ha uccisi con la sua grinta e i suoi drib­bling. Ho letto le statistiche a fine match: Krasic ha saltato 12 volte Badstuber. Dodici! Lì ho capito che Milos non aveva solo talento, aveva anche... le palle. Si dice così pure da voi?».

Può avere a che fare con il fatto di aver vissuto un’in­fanzia sotto le bombe?
«Sì, quello ci ha fatto crescere più in fretta e ci ha dato più co­raggio: quando hai visto cade­re le bombe sulla tua città non è un avversario che ti può fare paura, anche se si chiama Messi o Ronaldo. Milos, io, e quelli della nostra generazio­ne sono diventati uomini pri­ma, ma non è un’esperienza che vorrei far ripetere a nessu­no. Rimpiango una gioventù più normale e chissenefrega diventare uomini prima. Io vo­glio che i miei figli e quelli di Milos crescano in un Paese in pace e senza bombe. Si può di­ventare uomini anche senza quelle, ne sono certo».


....per quanto mi riguarda non ci può essere la parola "CONTRO" in mezzo alle parole "Del Piero" e  "Juventus". Il rapporto con i tifosi della Juventus non si è mai interrotto e mai si interromperà. Per me la Juve era e sarà sempre "One Love" ;) :D :-*

Offline Itto Ogami

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Re:Milos Krasic
« Risposta #44 il: 24 Ottobre 2010, 17:18:14 »
Milan Jovanovic, attaccante del Liverpool, ha giocato, vissuto, riso, pian­to, insieme a Milos

a tuttosport piace de amicis

 


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