| Il 5 novembre 1980
la Juve viene eliminata, con sorpresa generale, ai tiri
di rigore nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA dal club
polacco di Widzew Lodz. È un certo Boniek che trasforma
il penalty decisivo. Nel corso della triste serata, i tifosi
bianconeri presenti allo stadio Comunale poterono ammirare
per la prima volta questo vivace e rapido polacco dal fisico
che impressiona.
Due anni più tardi, in occasione del Mondiale 1982
in Spagna, il talento di Boniek scoppia al più alto
livello: autore di quattro gol, tra cui una memorabile tripletta
contro il Belgio, contribuisce in gran parte al terzo posto
finale del suo paese. Ironia della sorte o segno del destino,
è proprio l'Italia, con i suoi sei juventini, che
elimina in semifinale la Polonia di Boniek, futuro compagno
d'attacco di Platini alla Juve. Bisogna ricordare che Boniek,
infortunato, non partecipò all'incontro.
La sua delusione sarà, comunque, presto dimenticata
poiché la Juve, colpita dalle prestazioni dell'attaccante
polacco durante il mondiale, lo farà venire nella
capitale piemontese. Boniek arriva a Torino nel club con
sei campioni del mondo e trova Platini, anche lui acquistato
al termine del mondiale spagnolo. Tra "Zibi" ed
il numero 10 francese si crea molto rapidamente una grande
complicità: le aperture del regista bianconero fanno
spesso la felicità di Boniek. Zibi non era un realizzatore
prolifico come Platini ma non per questo era meno indispensabile
al gioco d'attacco bianconero: le sue lunghe sovrapposizioni
sulla fascia sinistra impreziosite da dribbling e accelerazioni
improvvise seminavano spesso il panico nelle difese avversarie
e creavano spazi per Platini e Rossi.
Boniek segnò la storia del club bianconero con la
sua facoltà straordinaria di risultare sistematicamente
decisivo in occasione dei grandi appuntamenti europei della
Juve. Nella maladetta finale del 1985 dell'Heysel fu un
protagonista assoluto e fu decisivo anche un anno prima
nella finale di Coppa delle Coppe 1984 a Basilea contro
i portoghesi del FC Porto: è lui che segnò
al 40esimo minuto il gol della vittoria finale. Non si può
ignorare neppure la prestazione eccezionale in occasione
dell'incontro di Supercoppa Europea disputata a Torino nel
gennaio 1985 contro il grande Liverpool, allora campione
d'Europa in carica. Quella sera, su un terreno coperto di
neve al limite della praticabilità, "Zibi"
fu il migliore in campo segnando i due gol della partita.
Questa tendenza a splendere durante le sere di finali europee
gli valse il titolo di " bello di notte".
Boniek lascia Juve nel 1985, dopo tre stagioni ricche di
successi tanto in campionato che in Europa, per continuare
la sua carriera italiana alla Roma. Coincidenza (?) o no,
la Juve del dopo-boniek non riuscì a mantenersi al
vertice del gotha europeo. "Il bello di notte"
era partito e con lui il profumo delle sere di finali europee.
Autore: David Camus - www.forza-juventus.com
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